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Un viaggio con ciaspole e ramponi
nell'aspro «cuore» delle Orobie

05.03.2015

Un viaggio con ciaspole e ramponi
nell'aspro «cuore» delle Orobie

Il versante nord di Cabianca
Il versante nord di Cabianca

Un impegnativo itinerario per alpinisti esperti ma abbastanza frequentato: ciaspole nella prima parte; poi casco, ramponi e piccozza per salire l'impervio e isolato versante nord del Cabianca, nel cuore delle Orobie. Necessario partire quando fa ancora buio, con pila frontale, sia per la lunghezza del percorso che per ottimizzare i tempi; oppure decidere di pernottare, dopo l'ascensione, al rifugio Calvi raggiungibile in un'oretta scarsa dalla Piana del Lago Cabianca. L'escursione è da intraprendere con buone condizioni di neve per evitare il pericolo di slavine. Può essere utile avere con sé una corda.
DA CARONA si prende la strada per il rifugio Calvi e la si segue sino a che non è sbarrata. Si parcheggia e si percorre per intero la strada innevata sino alla grande diga che sostiene il Lago di Fregabolgia. Da qui si vede già il canalone settentrionale della nostra montagna. Ci si porta sul versante meridionale del grande lago e, dopo aver guadagnato quota, si continua in direzione Sud lungo il percorso del sentiero estivo per il Lago Cabianca sino a raggiungere la grande piana, a circa 2150 metri di quota, che ospita il lago Cabianca sepolto sotto la neve. Il canalone Nord del Cabianca ci sta di fronte mentre le creste della montagna si stagliano contro il cielo. Ci si porta alla base del canalone che scende tra il Cabianca e la Punta di Valrossa. Tolte le ciaspole e indossati i ramponi si inizia la salita del ripido canale; l'ambiente è selvaggio, maestoso; un silenzio interrotto solo dal rumore dei nostri passi nella neve. Superata una strettoia si arriva sotto la cresta per salire sulla quale spesso bisogna «bucare» verso destra una grossa cornice. Giunti in cresta la croce della vetta si trova poco più a sinistra (Est). Dalla vetta si prosegue sulla cresta, in alcuni punti piuttosto stretta e da percorrere con attenzione, in direzione Est (attenzione alle eventuali cornici) sino alla Spalla. Da qui, dopo un primo tratto piuttosto ripido, si scende lungo la dorsale settentrionale dove in estate sale la via normale; giunti (detta Dosso dei Curiosi) si piega a sinistra tornando alla piana del Lago Cabianca. Per il medesimo percorso di salita si torna alla diga di Fregabolgia ed a Carona. Volendo invece passare la notte al rifugio Calvi, nei pressi della quota 2284, scendere a destra nella sottostante piana e, in direzione Nord, raggiungere il rifugio.prossima puntata giovedì 12 marzo

ITINERARIO: Strada di Carona a 1200 metri di quota; Fregabolgia 1950m (2 ore e 30 minuti); Piana 2150m circa (2 ore e 50 minuti); Cabianca 2691m ( 4 ore e 30 minuti); Spalla del Cabianca 2538m (4 ore e 45 minuti); Piana 2150m circa ( 5 ore e 30 minuti); Strada di Carona (ore 8).
CARTE TOPOGRAFICHE: Igm in scala 1:25.000 «Pizzo del Diavolo»; Igm in scala 1:50.000 «Sondrio».
DISLIVELLO: 1491 metri.
DIFFICOLTÀ: facile alla diga di Fregabolgia. Poi lungo il resto dell'itinerario difficoltà alpinistiche. Poco Difficile; Pd+; pendenza massima 40 gradi.

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