Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
21 ottobre 2017

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Week End

scegli sezione
Un viaggio incantato tra le Dolomiti
alla conquista dell’austero Pisciadù

23.06.2016

Un viaggio incantato tra le Dolomiti
alla conquista dell’austero Pisciadù

Verso cima Pisciadù
Verso cima Pisciadù

La scorsa settimana eravamo saliti al rifugio Franco Cavazza, all'ombra delle maestosi formazioni rocciose della cima Pisciadù, che con le sue parti Nord e Ovest domina incontrastata il paesaggio. Oggi si salirà ai quasi 3000 metri di una delle vette più panoramiche dell'intero gruppo del Sella, appunto la cima Pisciadù o Pissadù.

DAL RIFUGIO si segue un sentiero che ci porta in discesa sulla sponda sinistra del lago («lech») del Pisciadù dalle acque limpidissime, posto all'imbocco dell'omonimo vallone. Ci troviamo su un tratto della famosa «Alta Vie delle Dolomiti»; si sale a mezzacosta per ghiaioni e ci si porta alti sopra il lago alla base del Pisciadù. Più avanti, si abbandona il vallone del Pisciadù per piegare a sinistra, salire un divertente salto di rocce (corde metalliche fisse) e entrare nella Val de Tita. Si risale anche questa valle laterale passando ai piedi del Sigaro del Pissadù, sino a che non si allarga in una vasta conca chiamata Sella di Val de Tita, che separa il sottogruppo del Pisciadù da quello del Piz Boè.

Qui si abbandona il sentiero che continua verso il rifugio Boè e ci si porta a sinistra della conca (segnalazioni), ai piedi del versante meridionale di cima Pisciadù, l'unico salibile senza particolari difficoltà. Una traccia sempre piuttosto evidente risale il facile pendio. Ci si tiene sulla destra e si supera un primo gradino roccioso. Si continua su terreno in parte terroso e in parte erboso, tra sfasciumi, pietre, cenge e roccette che superano alcuni salti rocciosi e si arriva sulla sommità dove assieme alla croce è ospitato (purtroppo) un’antenna ripetitore.

Il panorama da qui è grandioso: il vallone del Pisciadù con il laghetto e il rifugio; il gruppo delle Mesules, del Catinaccio, del Sassolungo e del Sassopiatto, i ghiacciai della Val Venosta, le Alpi Pusteresi e le Alpi Aurine, le Odle e le Tofane, il Pelmo, il Monte Civetta, il versante settentrionale della Marmolada, la vicina piramide del Piz Boè.

Si torna lungo lo stesso percorso di salita. Oppure, ridiscesi alla Sella della Val de Tita, si può proseguire verso il Rifugio Boè, al primo bivio prendere a destra per la Sella del Pisciadù da dove poi, per l'omonimo e selvaggio vallone, si rientra al rifugio Cavazza e a Passo Gardena.

Il prossimo itinerario sarà pubblicato il 30 giugno.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1