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«Zaino in spalla»
raggiunge quota 1.000

23.02.2017

«Zaino in spalla»
raggiunge quota 1.000

La prima uscita
La prima uscita

Vent'anni con lo «Zaino in spalla». È il traguardo tagliato oggi con l’itinerario numero 1.000 dalla rubrica settimanale di Bresciaoggi, la più longeva nel panorama dell’informazione bresciana. E pensare che l’iniziativa editoriale era nata per durare lo spazio di un’estate. Il successo però è stato talmente travolgente che la guida è diventata un appuntamento fisso, imprescindibile, irrinunciabile. La montagna è del resto un totem per i bresciani. Ma per renderla fruibile in tutte le sue infinite declinazioni serviva un esperto del calibro di Fausto Camerini, impareggiabile nel descrivere itinerari facili, difficili, escursioni da compiere d’estate o d’inverno, sulle ferrate, con gli sci e con le ciaspole.

IL SEGRETO? Camerini scrive e descrive quello che «testa» in prima persona. Il suo «breviario» laico di alta quota non solo offre indicazioni tecniche, ma riesce a far rivivere le stesse sensazioni di libertà e le forti emozioni che l'alta quota, l'aria e la natura delle montagne gli hanno regalato.

L’avventura è iniziata il 20 luglio del 1997 quando è stato pubblicato un classicissimo itinerario ad anello che toccava due tra i più bei rifugi delle nostre montagne, il Rifugio Tonolini e il Rifugio Gnutti.

«L’idea fu del caposervizio della Provincia dell’epoca, Claudio Mafrici, e venne sostenuta con entusiasmo dal direttore di allora, Mino Allione - racconta Camerini -, che quell’estate mi chiese di descrivere gli itinerari di accesso a tutti i rifugi bresciani. Arrivato l'autunno mi propose di continuare. Quegli itinerari erano stati un successo. E continuammo al ritmo di un percorso alla settimana. Non solo rifugi, ma anche montagne e sentieri».

«Zaino in spalla» presto scollinò oltre le montagne bresciane i cui gruppi montuosi - Prealpi Bresciane, Adamello, Ortles-Cevedale, Orobie orientali - restano comunque il pezzo forte. Dalle Alpi Marittime alla Carnia, dalla Riviera Ligure al Monte Rosa, dal Trentino all'Alto Adige, Bresciaoggi ha dettato la rotta di un fantastico vagabondaggio lungo tutto l'arco alpino. «Anche il direttore Maurizio Cattaneo, che prese il posto di Allione, comprese l’importanza della rubrica sostenendola con convinzione, al pari dei caporedattori passati Aldo Sorlini e Mario Grigoletto, e di quello in carica Marco Bencivenga - osserva Camerini -: in questo contesto è stata strategica la sensibilità di tutti i redattori della Provincia che ospita "Zaino in spalla" ogni mercoledì e dei capiservizio, che da Marco Torresini a Nello Scarpa, passando per Cinzia Reboni, si sono avvicendati alla guida del settore».

Attraverso «Zaino in spalla», Bresciaoggi prosegue una tradizione di attenzione al mondo della montagna, dell’escursionismo e dell’alpinismo. Negli anni ’80 erano gli itinerari del compianto Renato Floreancigh a spingere gli appassionati di montagna a sfogliare il nostro quotidiano. Poi è arrivato Camerini. «Ormai in montagna ci vado sempre col blocchetto degli appunti e la biro, prendo nota di tutto - racconta -. La precisione è del resto importante, anche per salvaguardare la sicurezza di chi si affida alla tua descrizione».

POCO AMANTE di Gps e navigatori ma esperto nell'uso di mappe, bussola e altimetro, Camerini non si è mai pentito di queste preferenze, mettendo spesso in guardia i lettori dell'eccessiva fiducia in strumenti le cui batterie si possono scaricare da un momento all'altro, «piantandoli in asso in mezzo alla nebbia», osserva Camerini.

La passione per la montagna lo porta spesso a descrivere nei suoi pezzi non solo le bellezze dei luoghi ma anche «l’inciviltà che spesso alberga sui sentieri - rimarca Camerini -: strade e costruzioni abusive, cartelli segnaletici divelti - succede molto spesso in Maniva -, scempi di ogni tipo, motoslitte e quad che vanno dove non dovrebbero andare. Penso che l'uomo oggi dovrebbe essere abbastanza intelligente da smettere di devastare il territorio montano come stiamo facendo. Anche le future generazioni, i nostri pronipoti, dovrebbero avere il diritto di vivere le nostre stesse emozioni sui nostri itinerari». Mille quelli già raccontati da Camerini dalle pagine di Bresciaoggi da 20 anni con lo «Zaino in spalla».

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