22 febbraio 2019

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18.01.2019

Interviste

«Brescia, An, Ferrari:
ecco il mio triplete
da sogno per il 2019»

Bonometti con Alessandro Bovo, allenatore dell’An di pallanuotoE qui è  con il compianto Sergio Marchionne, ex presidente Ferrari Bonometti con il presidente del Brescia Massimo CellinoMarco Bonometti, 64 anni, leader del gruppo Omr e patron dell’An Brescia di pallanuoto FOTOLIVE
Bonometti con Alessandro Bovo, allenatore dell’An di pallanuotoE qui è con il compianto Sergio Marchionne, ex presidente Ferrari Bonometti con il presidente del Brescia Massimo CellinoMarco Bonometti, 64 anni, leader del gruppo Omr e patron dell’An Brescia di pallanuoto FOTOLIVE

Quando si parla di sport e imprenditoria, il pensiero corre a Marco Bonometti. Ed è un pensiero consolidato dal ruolo avuto, nell’estate 2014, nel salvataggio del Brescia Calcio, pur non essendo appassionato di pallone. La chiacchierata avviene a margine del «Premio Motori a 360 gradi», l’iniziativa ideata da Attilio Tantini per premiare i grandi protagonisti bresciani, e non solo, delle due e delle quattro ruote. A 360 gradi è il colloquio con il past president dell’Associazione Industriale Bresciana, ora numero uno di Confindustria Lombardia, e tocca anche il ruolo dell’imprenditoria nello sport.

Bonometti, più facile che il 2019 venga ricordato per la Ferrari di nuovo sul trono della Formula 1 o per lo scudetto della sua An di pallanuoto?

Io mi auguro di festeggiare ben prima della fine dell’anno.

Ovvero?

Io vorrei celebrare prima di tutto il ritorno del Brescia in Serie A. Ci sono i presupposti.

Una promozione che sentirebbe anche sua visto il salvataggio del 2014 e le successive due salvezze in Serie B?

Il mio merito è di aver lasciato il Brescia in ottime mani. Cellino è un grande presidente, un vero esperto di calcio. Ha posto le basi per creare una squadra che può ambire alla massima divisione. E dal punto di vista organizzativo ha creato una squadra di calcio che, a buon diritto, può sperare di giocare presto con le grandi. Io ci conto e ne sono davvero felice.

Se il calcio rappresenta il passato, la pallanuoto per lei è tutto: presente, soprattutto futuro. C’è sempre, però, la Pro Recco di mezzo.

Noi ci auguriamo di batterla e sono molto fiducioso. Dall’inizio della stagione l’An Brescia è molto cresciuta. La differenza tra noi e la Pro Recco? Noi siamo forti come gruppo, questo davvero potrebbe far pendere la bilancia dalla nostra parte. Lavoriamo compatti. E i due rinforzi estivi, Gallo e Figlioli, sono davvero di qualità.

E la Ferrari?

Non si possono fare pronostici. Vedremo il mese prossimo con la presentazione della vettura per il Mondiale 2019. Ma penso che il nuovo responsabile della Formula 1 Binotto saprà affrontare con determinazione questo momento, che è difficile visto anche il cambiamento avvenuto.

A proposito: come giudica il siluramento del bresciano Maurizio Arrivabene?

Quando Arrivabene è arrivato in Ferrari, mi sono subito complimentato con Marchionne. Gli dissi: caro Sergio, la Ferrari non poteva scegliere un uomo migliore in un momento migliore. Arrivabene è determinato, trasparente. Purtroppo i risultati sperati non sono arrivati. Per due volte è arrivato secondo, è vero. Ma in Formula 1 per vincere ci vogliono investimenti, determinazione, caparbietà, inventiva. I concorrenti viaggiano alla velocità della luce, ogni giorno trovano applicazioni migliori. Nella Formula 1 non sempre si può stabilire a tavolino quando si vince. Ci vogliono la macchina, i piloti e un po’ di fortuna.

Quest’anno le Officine Meccaniche Rezzatesi celebrano i cento anni di attività. Da quando dura il rapporto con la Ferrari?

Come azienda siamo sempre stati presenti nel motorsport. Una passione tramandata da nostro padre Carlo. Con la Formula 1 siamo sponsor da più di 35 anni e siamo fornitori del Cavallino da una quarantina. Abbiamo legato la Omr alla Ferrari perché già allora ritenevamo fosse un marchio vincente, non solo dal punto di vista automobilistico e sportivo ma perché la Ferrari è un’azienda innovativa, sa competere dal punto di vista industriale sui mercati. Il fatto di essere vicini alla Ferrari ha permesso alla Omr e ai nostri collaboratori di crescere, di venire a conoscenza di un mondo diverso. Siamo presenti sulle macchine di serie e con la Formula 1 per le progettazioni, i test e i componenti dei motori.

Perché è così attento al mondo dello sport?

Perché stiamo parlando di una parte fondamentale della società civile, soprattutto in questo momento difficile. Lo sport è un ambiente in cui i giovani si devono riconoscere, li aiuterà a diventare uomini veri. Lo sport va difeso. E va riconosciuto il ruolo dell’impresa, che in una società civile non è essenziale solo per creare benessere e pace sociale, ma è fondamentale per far crescere lo sport. E senza le imprese lo sport non potrebbe espandersi.

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