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16 novembre 2018

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13.06.2018

Interviste

«Del Bono ha fatto
da argine al partito
sovranista di Salvini»

Massimo Cacciari a Brescia, mentre discute con l’ex sindaco Paolo Corsini davanti al Capitolium FOTOLIVE
Massimo Cacciari a Brescia, mentre discute con l’ex sindaco Paolo Corsini davanti al Capitolium FOTOLIVE

Filosofo, professore universitario e scrittore, con un passato da sindaco e da parlamentare. Massimo Cacciari guarda alla politica non solo da studioso, ma da politico vero. Con lui abbiamo fatto una chiacchierata su Brescia, la sinistra e il governo nato dall’accordo tra M5S e Lega.

Professor Cacciari, come giudica la riconferma di Del Bono a Brescia e il successo del Pd?

«Non conosco bene la situazione, posso solo applaudire ed essere contento per quello che è successo, ma certo la storia di Brescia è un caso a parte. Mi pare che a livello generale non è che il centrosinistra stia così bene. Anzi».

Perchè parla di Brescia come di un «caso a parte?»

«Per la sua storia e non solo politica. Brescia è la città di un cattolicesimo ispirato, era la città di Martinazzoli, è la città di Bazoli ed è la città di case editrici come La Scuola o Morcelliana. È stata anche la città di una Dc che, al contrario di quel che è successo in Veneto, non si è fatta fagocitare dalla Lega».

E allora parliamo di Lega. Cos’è oggi il partito di Salvini?

«La Lega oggi è molto diversa da quella di vent’anni fa. È diventata un partito di destra, populista, alleato di tutti i partiti di destra europei».

E i Cinquestelle rimangono un movimento o stanno diventando un partito?

«Sono un movimento di opinione e di protesta che viaggia attraverso i “like“ dei social. Una cosa che negli Stati Uniti potrebbero fare Google o Amazon attraverso Facebook o Twitter. Ecco cosa sono e cosa resteranno. La loro storia è questa».

E allora il Pd cosa doveva fare quando si è trattato di formare il nuovo governo?

«L’ho già detto. Doveva dire: noi siamo incompatibili con la destra di Berlusconi e soprattutto con quella di Salvini e, per questo, non vogliamo che governi. Il Pd doveva favorire la nascita di un governo monocolore dei 5Stelle ma senza chiedere ministeri o altri incarichi».

E cosa ci avrebbe guadagnato?

«Avrebbe costretto il movimento fondato da Beppe Grillo a privilegiare la sua anima di sinistra emarginando quella componente di destra che ha costruito l’accordo con Matteo Salvini. Quella rappresentata da Luigi Di Maio».

Perchè la Lega sfonda anche al Sud?

«Che sfondi non è vero, anzi ho percepito un certo recupero di Forza Italia. L’obiettivo di Salvini è far dilagare in tutto il paese un partito, come la Lega, sovranista, un partito di destra come il Fronte Nazionale in Francia. Questo è l’obiettivo di Salvini. Un partito che in Italia non è mai esistito».

Tempi brutti dunque la sinistra italiana e il Pd?

«Si ricorda la manifestazione di qualche anno fa al Circo Massimo voluta dalla Cgil e da Cofferati quando si autoconvocò un milione di persone? Bene. Cosa successe? Che quei geni della burocrazia della Dc e del Pds pensarono bene, preoccupati dalla forza di quel raduno, di candidare Cofferati a sindaco di Bologna. E per altro non fece benissimo. Cosa dovevano fare? Dare rappresentatività a quella sinistra, ascoltare quelle richieste. In fondo anche il Pci di Berlinguer tollerava al suo interno la presenza degli stalinisti. E invece no. Tutto entrò in crisi. In fondo la rabbia e la delusione di quegli anni è una delle ragioni della nascita dei 5 Stelle. Questo è stato il capolavoro della sinistra, o meglio del centrosinistra».

Nemmeno Renzi è riuscito a dare risposte nonostante una partenza sfolgorante...

«Renzi sarà pure, come dice qualcuno, un bullo di provincia, ma gli vanno riconosciute qualità politiche, impegno ed energia. Il suo problema, però, non è il suo bullismo. Il problema è che è riuscito a narrare soltanto se stesso e non anche gli altri o quel che succedeva nel paese. Si è compiaciuto di raccontare il suo essere».

Lo farà anche Salvini? Commetterà lo stesso errore?

«Lo farà il Governo. Guardi il caso della nave Acquarius. Per i prossimi dieci anni ci racconteranno che grazie alla voce grossa che hanno fatto la nave con i profughi non è attraccata nel porto di Catania. In questi dieci anni arriveranno altre navi e probabilmente i profughi continueranno a sbarcare sulle nostre coste. Ma loro continueranno a ricordarci la nave Acquarius. Prima o poi la gente si accorgerà del bluff e capirà che anche Salvini e Di Maio continueranno a dirsi bene, a raccontare se stessi».

Ma lei ha più paura di Salvini o di Di Maio?

«Di Salvini e del partito sovranista e di destra che vuole costruire e sta costruendo».

Riccardo Bormioli
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