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16 novembre 2018

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27.08.2018

Interviste

«Il Brescia ha giocatori
di qualità ma non è
ancora una squadra»

Filippo Galli, 55 anni, e Andrea Pirlo, 39: sono stati compagni di squadra a Brescia nel 2000-01
Filippo Galli, 55 anni, e Andrea Pirlo, 39: sono stati compagni di squadra a Brescia nel 2000-01

Dopo San Siro in versione rossonera, lo stadio Rigamonti è la seconda casa di Filippo Galli. Ci torna sempre volentieri, memore di quel triennio denso di soddisfazioni, dal ’98 al 2001, la promozione in A nel ’99-2000 con Nedo Sonetti, la salvezza dell’anno successivo con Carletto Mazzone e soprattutto Roberto Baggio. L’ex difensore, 55 anni, 93 presenze e 2 reti in biancazzurro, venerdì sera ha assistito a Brescia-Perugia. Uno dei tanti vecchi cuori biancazzurri in tribuna.

Galli, prime impressioni del Brescia di Suazo?

Non mi ha entusiasmato, ma è normale.

In che senso?

La rosa è buona, anzi ottima per la Serie B. Ci sono giocatori di qualità. Ma in questo momento il Brescia mi pare ancora un insieme di ottime individualità, non ancora una squadra. Però, non ne farei un dramma.

Cosa si aspettava di più?

Di sicuro un altro atteggiamento, più propositivo. Elementi come Tremolada e Donnarumma in B ce li hanno in pochi. Ma il Brescia non è forte solo in attacco. In difesa, con uno esperto come Gastaldello, al di là della stupidaggine che ha combinato venerdì sera, è arrivato Romagnoli che conosco bene: è stato alle giovanili del Milan, è un centrale di assoluta affidabilità. Alfonso è un buon portiere.

A centrocampo sono piaciuti soprattutto Ndoj e Tonali. Concorda?

Ndoj ha talento, anche se lo esprime ancora a intermittenza: deve acquisire continuità, ma ha buone doti. Tonali mi piace per la personalità, per i tempi che ha di andare in pressione sull’avversario, per la gestione del pallone.

Cellino ha detto che Pirlo, a 18 anni, non era maturo come lo è Tonali adesso. Esagerazione o verità?

Intanto, dare etichette a un ragazzo ai primi passi nel professionismo... Non si fa il suo bene. Ma la visione di gioco, la capacità di dettare il ritmo della manovra, la gestione del pallone di Pirlo non hanno eguali nel mondo.

Come giudica Cellino?

Per come lo conosco, sono certo che farà il bene del Brescia. Quando intraprende un’avventura calcistica, lo fa buttandosi anima e corpo. Ci mette la competenza, soprattutto gli investimenti. Lo dimostra la sua storia da dirigente. Ma mi sembra che un primo risultato lo abbia ottenuto.

Ovvero?

Venerdì sera ho percepito a Brescia un entusiasmo come da tempo non mi capitava. Il presidente sarà un punto di riferimento costante per la piazza. Sono certo che riporterà Brescia in alto.

Nel Milan, pur sconfitto a Napoli, ha segnato un bresciano, il terzino Calabria, di Adro. Uno dei frutti del suo lavoro al settore giovanile rossonero.

Nei tanti anni al Milan il mio compito era di preparare i giovani al professionismo. Calabria è sicuramente uno dei ragazzi più talentuosi. A Napoli ha segnato il suo secondo gol in Serie A, dove conta già una sessantina di presenze. Anche se il Milan fa parte del mio passato, credo che ancora per qualche tempo raccoglierà i frutti del lavoro fatto in questi anni.

Il futuro di Filippo Galli?

Sono in contatto con il presidente De Laurentiis per un grande progetto sul settore giovanile a Napoli e a Bari, che ripartirà dalla Serie D e ha un vivaio praticamente azzerato. Bisogna ripartire daccapo, ma questo non mi spaventa. Una proposta interessante, ma di più non posso dire. È tutto ancora in embrione.

Come il Brescia di Suazo.

Credo sia normale. La rosa per fare bene c’è. Ma è necessario avere fiducia. E tanta pazienza.

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