Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
17 ottobre 2017

Interviste

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

21.09.2017

Interviste

«La follia affascina di più
La ragione non esercita
la stessa attrazione»

Umberto Galimberti, 75 anni, oggi alla Cattolica di via Trieste
Umberto Galimberti, 75 anni, oggi alla Cattolica di via Trieste

Dalla ragione alla follia, dal dubbio alla seduzione. Passa un anno, e tutto cambia. Tranne lui: Umberto Galimberti, ça va sans dire. Un cardine de LeXGiornate, un ospite fisso capace di trattare qualsiasi cosa assomigli a filosofia, sociologia, attualità. E di farlo bene: stavolta toccherà alla «Seduzione della ragione», per il classico appuntamento pomeridiano nell’Aula Magna dell’Università Cattolica di via Trieste (ore 18).

Non si stanca mai di studiare?

Assolutamente no. Anche se è una pratica che richiede impegno, concentrazione, forza di volontà. E voi giornalisti spesso mi disturbate, io ho bisogno di concentrazione!

Dovrà almeno ammettere che Brescia le è entrata nel cuore: recentemente è stato due volte al festival Rinascimento Culturale. Alle XGiornate, poi, è invitato ogni anno.

Vengo spesso, è vero. E parlo di temi molto differenti tra di loro, dalla sapienza greca alla follia, in questo caso. Che, devo ammettere, mi affascina molto come argomento. Credo sia una forza di attrazione a cui è difficile resistere: la razionalità non ha certo lo stesso fascino agli occhi dell’essere umano.

Troppo facile partire da Erasmo da Rotterdam e dal suo «Elogio della follia»?

Si tratta ovviamente di un contributo importante sul tema, ma non è il solo. Anche autori insospettabili hanno accarezzato l’argomento: penso a Leopardi, che si rivolge alla Luna nel «Canto notturno di un pastore errante dell’Asia». D’accordo, è poesia. Ma destruttura il principio di non contraddizione, trasformando un corpo celeste in una figura femminile con cui è possibile dialogare e instaurare un confronto critico.

Detto della letteratura, passiamo alla religione. Legami con la follia?

In passato, più che ora. Mi riferisco sia al mondo pagano che a quello cristiano. Nel primo le offerte e i sacrifici alle divinità, ritenute imprevedibili, erano compiuti per tenerle a distanza dalle città degli uomini. Nel secondo mi riferisco alla visione di un Dio tremendo e vendicativo, quello dell’Antico Testamento, per capirci. Progressivamente sostituita, nel corso dei secoli, dal Dio misericordioso a cui oggi siamo abituati.

In alcuni artisti questo lato della psiche può rivelarsi quel tocco geniale in più.

Capita, è vero. Ma stiamo parlando di vette assolute della specie umana. Inevitabile pensare a Van Gogh, tra gli altri. È un discorso molto complesso: la pazzia è una caratteristica che abbiamo dalla nascita: impariamo a maneggiarla e a tenerla sotto controllo. Non tutti e non sempre però ci riescono, con risvolti imprevedibili.

Lei, però, si è più volte dichiarato un sostenitore del limite.

Serve una misura nelle cose: bisogna conoscere sé stessi e le proprie capacità, e anche in quel caso non oltrepassare i confini. In quest’ottica l’Occidente ha perso il freno e si prepara alla sua possibile rovina. Ecco, in questo senso, la follia seduce, ma è pericolosa, così come il culto dell’illimitato.

Da un certo punto di vista il mondo della scuola in Italia appare affetto da una forma di schizofrenia. È solo questione di numeri, assunzioni, docenti di ruolo?

No, c’è di più. Invece di riempire le scuole di computer che non servono a nulla, e rappresentano una materia in cui gli alunni sono più bravi dei docenti, bisognerebbe trovare dei bravi professori capaci di insegnare. Soprattutto letteratura. Conoscere i sentimenti e sapere come si sviluppano può aiutare a evitare di cadere in certi errori.

L'uomo comune crede nella follia?

Quasi sempre no. La vede come un qualcosa di artificioso, lontano. Eppure, quando si sceglie di ubriacarsi o fare uso di sostanza stupefacenti, non si fa altro che alimentare la follia, mettendo a tacere la ragione e incorrendo in comportamenti dei quali poi di solito ci si vergogna o non ci si ricorda. La verità, spesso, è decisamente più semplice di quanto non si possa credere.

Jacopo Manessi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Il Brescia ha richiamato Boscaglia: tu chi avresti scelto?
ok

Sport

Cultura