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14 dicembre 2017

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10.08.2017

Interviste

Loggia 2018, Fabio Capra non si candiderà

Il capogruppo del Pd in Loggia Fabio Capra durante un suo intervento in consiglio comunale. FOTOLIVE
Il capogruppo del Pd in Loggia Fabio Capra durante un suo intervento in consiglio comunale. FOTOLIVE

Il Parco delle cave, un sogno inseguito per decenni che si sta per realizzare. L’orgoglio per il lavoro fatto e lo sguardo al 2018, per confermare Emilio Del Bono come sindaco. Ma stavolta Fabio Capra non si candiderà: in Consiglio comunale mancherà una figura storica per la politica cittadina, visto che la prima elezione di Capra in Loggia risale al 1994, anche se il suo impegno politico è precedente di almeno vent’anni.

Come procedono i lavori per il Parco delle Cave?

«Siamo a buon punto. Il Comune è già proprietario di tre bacini e aree annesse. Tre anni fa non avrei scommesso sui risultati che stiamo registrando. Il principale dei quali è rappresentato dalla cessazione delle attività estrattive. Quindi basta cave. Per il recupero scontiamo il ritardo dovuto alla stagione particolarmente calda che ha frenato la piantumazione. Nell’Ate 20 e 23 Faustini si lavora anche in agosto, gli impianti produttivi smontati, le sponde modellate e le piste ciclabili tracciate, ora da completare fino alla metro. A ottobre saranno conclusi i lavori di inerbimento, piantumazione e gli accessi che prenderanno il nome dei quartieri: Sanpolino, San Polo, Bettole, Buffalora e metro».

E per l’Ate 19, di proprietà di Nuova Beton?

«I lavori sono ripresi, pare che l’azienda abbia superato le difficoltà. Seguo questi lavori giorno per giorno per superare enormi difficoltà. In autunno la prima parte sarà conclusa, in inverno l’altra».

Il tema ambientale rimane uno dei problemi principali per la città.

«Le criticità sono molto meno del passato, a partire dalla raccolta differenziata che sta dando risultati sorprendenti. La strada è tracciata dalla Variante, indietro non si torna: il Parco delle colline, l’asta del Mella e il Parco delle cave abbracceranno la città, dentro la quale, rigenerazione urbana, bonifiche, più verde e meno cemento sono la parola d’ordine. A settembre si concluderà l’introduzione del nuovo modo di raccolta dei rifiuti, sul quale l’assessore Fondra sta facendo un buon lavoro; tireremo le somme e affronteremo il tema del termoutilizzatore con un confronto aperto a tutti».

E sulla qualità dell’aria?

«Dobbiamo lavorare per migliorarla, sapendo che è compromessa dal traffico, non dal termoutilizzatore. Confido nell’assessore Manzoni e nella bontà del suo Piano urbano della mobilità sostenibile. Per non parlare del trasporto pubblico che viaggia verso i 54 milioni di passeggeri».

Il consigliere della Lega Massimo Tacconi, intervistato dal Corriere, ha lanciato la proposta di realizzare il nuovo stadio al posto dell’impianto da rugby Invernici della Volta. Che ne dice?

«La sua proposta più che un pasticcio è un non senso, quasi una follia, per risolvere un problema ne creiamo due. Confermando l’ipotesi Rigamonti, i rugbisti potranno continuare a godere del campo, impreziosito dalla nuova Club house e per il Brescia Calcio sarà un’occasione per tornare grande con un nuovo stadio, che da sempre vogliamo più piccolo, sicuro, accessibile con il metrò e senza costi per il Comune. Un’occasione per migliorare la qualità della vita a Mompiano, togliendo cemento e parcheggi selvaggi e aumentando il verde».

Come valuta l’acquisizione del Brescia da parte di Cellino?

«Non lo conosco ed è il benvenuto. Spero faccia bene, la squadra e la tifoseria lo meritano. Se condivide il progetto dello stadio già pronto, che Marco Bonometti ha promosso, e magari vuole migliorarlo, lo faccia suo e lo presenti, la strada è in discesa. Il Consiglio Comunale lo discuterà con i tempi propri di una urgenza sportiva. Se ritiene di accontentarsi di un precario in tubolari, che si monta e poi magari si smonta per portarlo via, non credo siano sufficienti tre mesi perché la strada è...in salita».

Cosa pensa del lavoro fatto dalla governance di A2A negli ultimi anni?

«La sfida di Del Bono è vinta. Si voleva una governance più competente e i risultati confermano un crescente successo: meno poltrone e più dividendi, aumento del fatturato e diminuzione dell’indebitamento; via dal Montenegro che ci è costato 450 milioni e allargamento alle multiutility del territorio. Non volevo altra vendita di azioni e così è stato: con Milano siamo sempre al 51 per cento. Non ci saranno altre alienazioni, la Giunta ha conti in ordine e un bilancio virtuoso».

Come sono stati questi anni da capogruppo del Pd? Quale rapporto c’è stato con gli altri partiti della maggioranza?

«Fare il capogruppo di 15 consiglieri è impegnativo, ma sono orgoglioso di tutti e tutte: sempre presenti, preparati, soprattutto uniti. Spero di aver insegnato il senso di una testimonianza appassionata e competente. Così anche per i colleghi di maggioranza, con i quali è nata una bella amicizia».

E con l’opposizione?

«Ho stima sincera dei colleghi di opposizione, con i quali non mancano schermaglie dialettiche, specie di coloro che stanno sul pezzo, dimostrando di studiare gli atti».

Le amministrative del 2018 sono ormai alle porte: il sindaco Del Bono ha dato la sua disponibilità a ricandidarsi, Lei conferma di voler abbandonare la Loggia? «Del Bono e la Giunta hanno fatto un ottimo lavoro. In proporzione alle risorse disponibili, la migliore amministrazione da me conosciuta. Per questo ho sollecitato la ricandidatura, il progetto di città condivisa necessita di altri cinque anni. Per quanto mi riguarda, l’età non gioca a mio favore e confesso di essere stanco. I giardinetti sono dietro casa. Ma la passione per la politica e la città è intatta e voglio lavorare fino alla fine per la riconferma del centrosinistra in Loggia».

Manuel Venturi
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