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19 novembre 2018

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03.07.2018

Interviste

«Sono qui per vincere
subito perché
così vogliono tutti»

David Suazo con la sciarpa del Brescia: da giocatore 102 reti in 8 stagioni con il Cagliari di Cellino
David Suazo con la sciarpa del Brescia: da giocatore 102 reti in 8 stagioni con il Cagliari di Cellino

All’esordio, in una piazza calda e ferita da stagioni deludenti, chiamato da un presidente mangia-allenatori se ce n’è uno in attività... Eppure David Suazo fa sfoggio di un ottimismo inaffondabile. Pensa positivo. Si gode il momento, prende possesso dell’oggi per piantare radici nel domani. «Io sono grato al presidente: questa per me è una bellissima occasione - sorride -. Sono felice, sta a me sfruttarla a dovere».

Suazo, cos’ha pensato quando ha ricevuto la chiamata del presidente Cellino? Ha esitato o detto subito sì?

Una simile opportunità è difficile da rifiutare. Quando uno comincia a fare questo mestiere, ad allenare, sa che prima o poi qualcosa del genere gli deve capitare.

Da giovane calciatore pensava di fare un giorno l’allenatore?

No, sinceramente non lo pensavo. Nemmeno a 32 anni, quando ho smesso. Ma non sai mai: provi, vedi che ti piace, scopri che è la cosa giusta per te... Per questo ringrazio la società, il presidente. Per me, che ho deciso di fare l’allenatore, è davvero una grande opportunità.

Se le si dice Brescia?

Trovarmi qua, entrare a far parte di una società come il Brescia, è motivo di orgoglio. Sappiamo cosa rappresenta, cosa ha rappresentato per il calcio italiano. Io sono qua per creare, per iniziare una nuova tappa. Per fare ciò che la società si aspetta.

È quello che si aspettava anche lei, quest’estate?

Prima di ricevere la telefonata del Brescia, in parte avevo già deciso. Sapevo di voler smettere di occuparmi di settore giovanile. E sono contento di ritrovare il presidente. Gli devo moltissimo. È stato il primo a credere in me. Mi ha fatto crescere come calciatore e adesso mi dà l’opportunità di farlo anche come allenatore.

La sfida?

Questa piazza deve tornare protagonista. Sappiamo che la Serie B è molto difficile, ma lavoreremo per vincere. Giocheremo per vincere e i conti si faranno alla fine.

Brescia votato all’attacco?

Come ha detto il presidente, siamo all’anno zero. Prima di parlare di modulo o altro, bisognerà conoscere bene la rosa che avremo.

Il suo obiettivo?

Giocare per vincere. Lo vuole il presidente, lo vogliono tutti e ovviamente lo voglio anch’io. L’entusiasmo è grande e si sente. Poi, occorrerà procedere passo dopo passo per creare e per vincere. Sul piano tattico, prima vediamo come siamo messi a livello di organico, poi ci regoliamo di conseguenza.

Cosa serve?

Tanto lavoro, da parte di tutti: dirigenti, tecnici, giocatori.

Nella storia del Cagliari lei ha superato Gigi Riva per numero di gol segnati in una sola stagione. Ora vuole entrare nella storia del Brescia?

Mi sta contagiando l’ambiente, oltre al presidente. Non è solo la mia volontà, ma quella della società. C’è un contagio generale che ci porta a voler far bene. Brescia è una piazza molto importante, ha avuto in passato grandi giocatori, deve tornare a giocare dove le compete.

In Serie A.

Non è facile, ma tutti vogliono arrivare lì.

Cellino ha fama e curriculum da mangia-allenatori.

Nessuna paura. Cellino ha tanta voglia di fare bene. Il presidente mi e ci contagia. Ci trasmette positività. Poi sarà il campo a decidere se avrò, se avremo lavorato bene.

Ha visto all’opera il Brescia nella scorsa stagione?

Sì, è stato un campionato abbastanza sofferto, con la salvezza all’ultima giornata. Ora vogliamo ripartire tutti insieme. Arrivare in A non è facile, dovremo costruire. Io voglio mettermi in mostra e fare bene.

Come le sembra la squadra che sta nascendo?

La società sto costruendo un corpo competitivo per il nuovo Brescia. Voglio praticare un gioco propositivo. Mettere in campo una squadra che creda in quello che si fa. Il direttore Marroccu è un po’ che non dorme. Voglio un Brescia determinato a fare bene. È la città stessa che lo vuole, che sta dicendo questo.

Come sarà il suo staff?

Il mio «secondo» sarà Cesare Beggi, che ha tanta esperienza e mi sarà di grande aiuto. Ci conosciamo, con lui siamo già avanti, stiamo pianificando. Per il resto, stiamo lavorando.

Cosa pensa della questione Caracciolo?

Ho avuto l’opportunità di giocargli contro, l’ho incontrato quando sono venuto a Brescia. La qualità di Caracciolo non si discute, per me arrivare e trovare un giocatore simile è un onore, ma io non posso che parlare del piano tecnico, non di quello che sta accadendo fra lui e la società. Non mi compete.

A chi si ispira?

Klopp, Mourinho, Guardiola. Di chi mi ha allenato in passato non parlo per non far torti: ho avuto tanti allenatori, 18 solo a Cagliari...

A chi ha chiesto notizie sul Brescia?

A Pirlo, a Coverciano. Le sue parole mi aiuteranno sicuramente.

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