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Stazione "Cimabue"

28.02.2013

Cimabue, con le due torri è il cardine del rilancio

Stazione Cimabue
Stazione Cimabue

La chiesa di Sant'Angela Merici a ovest, le scuole a nord e a sud. Poi la palestra comunale, il campo di calcio di via Robusti a 300 metri... La stazione San Polo Cimabue è destinata a diventare la piazza del quartiere, frequentata non solo dai viaggiatori ma dalla gente che si ferma a scambiare due chiacchiere nel verde che circonda le scale di accesso ai treni. I binari del Metrobus ci arrivano dopo aver attraversato a raso il parco agricolo, e in questo spicchio di città densamente abitato sono costretti a infilarsi di nuovo nel sottosuolo per non tagliare in due il quartiere.
Insieme alla riqualificazione della Tintoretto e della Cimabue, la quindicesima stazione del metrò a partire dal Prealpino è destinata a diventare il cardine del rilancio del quartiere. L'operazione torri è di là da venire ma la Loggia promette che andrà in porto in un modo o nell'altro, ed eliminerà il degrado. Lo svuotamento della Tintoretto è quasi completato, e almeno non si parte da zero. Le opzioni in campo sono due, e l'intenzione è scegliere la meno costosa. O si riesce a riqualificare le due torri con presenze commerciali, dirigenziali e residenziali diverse da quelle conosciute finora, altrimenti si andrà all'abbattimento.
La «Cimabue» non è una stazione di scambio, e la cosa è stata presa talmente alla lettera che gli unici posti auto sono i trenta già esistenti lungo la via omonima. Con i suoi 20 mila abitanti San Polo è uno dei quartieri più popolosi di Brescia, e forse qualche parcheggio in più non avrebbe fatto male. Per non avere problemi conviene arrivarci in bus, che la fermata è proprio di fronte alle scale, o in bicicletta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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