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18 settembre 2018

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La Leonessa

16.08.2018

Non basta un divieto
per lavarsi la coscienza

La Leonessa
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Un cartello di divieto mette al riparo da responsabilità penali, ma di certo non smacchia le coscienze. Si progettano mega opere infrastrutturali e poi si scopre che non ci sono neppure gli spiccioli per rattoppare asfalto derelitto, ristrutturare viadotti obsoleti, puntellare ponti ansimanti. La polvere così finisce sotto il tappeto dell’ indifferenza: basta un’ordinanza che abbassa i limiti di velocità sulle strade martoriate dalle buche, un segnale che impone il divieto di transito ai mezzi pesanti su cavalcavia traballanti, e tutto torna liscio e pulito. Fino alla prossima tragedia. Che, esaurito il suo carico di dolore e polemiche, lascerà tutto come prima. Enti locali (anche a Brescia) costretti a girarsi dall’altra parte perché strozzati dall’austerità imposta dai tagli di risorse dello Stato, e nuova giungla di cartelli di divieto. Che mettono al riparo da responsabilità penali, ma non smacchiano le coscienze.

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