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15 novembre 2018

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La Leonessa

11.07.2018

Quando l'integrazione
non vale una foglia secca

La Leonessa
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Due torti non fanno una ragione, ma due ragioni non fanno un torto. E non si capisce chi sia nel giusto, in quel guazzabuglio scoppiato ieri mattina a Zone, fra grida e sirene dei carabinieri, nel «muro contro muro» tra il sindaco e i 24 richiedenti asilo ospiti in un ostello. Il sindaco, da sempre favorevole all'accoglienza, aveva chiesto ai migranti di fare qualche lavoretto socialmente utile in paese: spazzare qualche foglia secca, tenere in ordine i sentieri, per sentirsi parte della comunità che li ha accolti. E non è sbagliata l'idea del sindaco. Ma i migranti? All'inizio si erano armati di guanti e rastrello, poi ci hanno ripensato: non siamo tenuti a lavorare gratis. Ed è vero: non sono tenuti. Risultato è che il sindaco sbotta: «Mandatemi dei profughi più ragionevoli al posto di questi». Ma i 24 non se ne vanno neanche coi carabinieri. E l'integrazione, e la solidarietà? Spazzate via, quelle sì, come foglie secche.

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