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19 settembre 2018

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La Leonessa

04.07.2018

«Quelle cose colorate»
che non fanno ridere

La Leonessa
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Ogni giorno che passa scopriamo che l’asticella del cattivo gusto in politica si è spostata un po’ più su. E il consiglio comunale di Brescia non sfugge alla regola. Qualcuno attribuisce la tendenza ai tempi, alla cultura dei nostri giorni. Se tutto diventa più zotico e volgare, come può la politica restarne immune? Già. Ed è pure pedante evocare i duelli retorici, la dialettica elegante degli emicicli che furono. I Calamandrei, i Berlinguer, i Moro...! Troppo facile: nessuno era cresciuto a bastoncini di pesce e De Filippi. L’anno scorso in Consiglio comunale era stato sdoganato l’organo genitale femminile. A qualcuno in aula l’intercalare era sfuggito, ma non a tutti. Alla fine comunque era scoppiata la risata. Nonhafatto ridere nessuno invece il consigliere di Fratelli d’Italia, Acri. Non bastandogli Salvini, sugli immigrati ha detto di non voler vedere a Brescia «quelle cose colorate lì in giro». Alla prossima.

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