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Rifiuti: le regole

08.03.2016

Rifiuti, il «kit» per la
raccolta convince
subito i bresciani

La distribuzione del kit per la raccolta differenziata prosegue sino al 31 marzo dalle 9 alle 19
La distribuzione del kit per la raccolta differenziata prosegue sino al 31 marzo dalle 9 alle 19

Stupiti da tanta efficienza. Centinaia di persone dalle 9 di ieri si sono recate alla tensostruttura di via Bissolati per il primo giorno di consegna dei kit del sistema misto, e trovarne qualcuna scontenta per le code, la cortesia degli addetti, la chiarezza delle informazioni... era davvero impresa ardua. A2A Ambiente ha mostrato alla città che le cose si possono fare bene e alla svelta. E, se il buon giorno si vede dal mattino, ha mandato pure un segnale chiaro sulla semplicità della nuova raccolta differenziata.

Non è un caso che anche le persone più anziane uscissero rasserenate e sorridenti con i loro bidoni al seguito. «Fossero tutti così! Dovremo dire al sindaco di organizzare il Comune come l’azienda», esclama Giuliana Mensi mentre esce accompagnata dalla figlia che aveva mandato avanti mettendo in conto lunghe code. «È stato più il problema del parcheggio – aggiunge -, per ritirare il kit c’è voluto un attimo e mi hanno dato pure spiegazioni». È solo la prima. «Ho fatto in cinque minuti, ormai sappiamo tutto e ho capito che non c’è nulla di complicato», ripete Carlo Linetti. Lui abita a Sant’Eufemia, e ligio al dovere ha utilizzato uno dei tre giorni dedicati al quartiere, anche se gli addetti non hanno mandato indietro nessuno con residenza in zona gialla. Il suo problema, piuttosto, è la scarsità di spazio esterno per esporre i bidoncini. «Nella palazzina siamo in otto famiglie e ingombreremo tutto il marciapiede – dice -, a giorni dovremo fare un’assemblea condominiale per trovare una soluzione».

Anna Annis e Annamaria Sorgato sono due anziane e vispe signore, che in fatto di differenziata avrebbero da insegnare qualcosa a molti giovani: «Ho sempre differenziato i rifiuti e non lo trovo difficile. Pian piano impareremo anche questo sistema. Siamo anziane ma ci comportiamo bene, sa?», attacca Anna con un sorriso che sa di orgoglio. «Dobbiamo rispettare gli orari per metter fuori i bidoni... chissà cosa c’è di complicato», aggiunge Annamaria con sufficienza. . Abitano alle case Aler di San Polo, e di spazio fuori ne hanno tanto. Le ha accompagnate in auto Caterina Cavalletto, molto più giovane di loro che sta a San Polo Vecchio. «Siamo la prima zona interessata da aprile, e forse sarà un po’ difficile orientarci all’inizio», ammette. Ed è quasi una conferma di quel che dicevano le due arzille signore.

Antonietta Magnifico è una volontaria della Croce Blu, ed è venuta a ritirare il kit per la sua associazione. È una cosiddetta utenza non domestica, e si tira dietro un grosso bidone per la raccolta della carta: «È il primo giorno e mi aspettavo confusione, invece è tutto molto ordinato e veloce – confessa -. Fa piacere vedere che c’è qualcosa che funziona, visto che ci lamentiamo sempre di tutto».

SILVANA e Roberto Piantoni, quelli di «El Fornér», ritirano due grossi bidoni per la carta e altrettanti per il vetro, per i loro negozi di via Giorgione e Masaccio. Sono perplessi per le dimensioni dei contenitori dell’organico, che sono piccoli. Hanno ritirato quelli domestici e «non so se saranno sufficienti – osserva lui -, temo che l’operaio dovrà uscire più volte al giorno per portarli alla calotta, e anche quello sarà un costo per noi. Un contenitore da 10 litri per le attività mi sembra davvero piccolo». Forse non hanno visto che ce n’erano anche da 120 litri, accatastati proprio davanti al banchetto del ritiro. Ma non sarà un problema. Basta riportare i piccoli e ritirare i più grossi, che vengono svuotati più volte a settimana come accade già ora. Dopo di loro, i titolari di una concessionaria di compressori optano addirittura per i cassonetti da 1.100 litri per la carta, e ne chiederanno uno identico pure per la plastica.

Mimmo Varone
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