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16.06.2013

Brescia è sempre più green «Ma ha bisogno di una regia»

Il giardino di via Livorno transennato per ordine della magistratura
Il giardino di via Livorno transennato per ordine della magistratura

Il territorio bresciano è sempre più «green», ma soffre di frammentazione e ha urgente bisogno di una cabina di regia che sappia far dialogare le molteplici esperienze a livello locale: lo dimostra la ricerca «Environmental and Educational Hub» condotta dall'Alta scuola per l'Ambiente dell'Univer- sità Cattolica e sostenuta dalla Fondazione della Comunità Bresciana, con l'obiettivo di fare un'analisi delle iniziative bresciane sostenibili - nel settore pubblico e privato - per individuare best practices nelle aree di interesse sociale e ambientale. «Abbiamo analizzato 205 realtà del territorio bresciano fra enti pubblici, scuole, imprese, realtà del privato sociale, associazioni, riscontrando un grande fermento nell'ambito della sostenibilità – dicono Valerio Corradi e Patrizia Galeri, i ricercatori che hanno condotto lo studio sotto la direzione scientifica del professor Pierluigi Malavasi -. Sul territorio si fa tanto, ma si sconta la difficoltà di creare collegamenti fra i diversi attori, che preclude possibili sinergie». Per questo l'Alta Scuola per l'Ambiente lancia l'idea di dar vita ad un “hub”, ovvero un laboratorio di confronto, collaborazione e coordinamento tra le realtà impegnate in progetti di economia sostenibile. «OLTRE A VALORIZZARE le best practices in questo settore e creare sinergie a livello locale, l'“Environmental and Educational Hub” potrebbe dare risposte alla necessità di formazione mirata, preparando figure con competenze “green” che sono fondamentali per la gestione di progetti sostenibili», spiegano i ricercatori, che hanno presentato ieri in Cattolica un'anteprima dei risultati dello studio nel corso del master di secondo livello in “Sviluppo umano e Ambiente”. Dalla ricerca emerge una particolare vivacità del mondo dell'associazionismo, con la diffusione nel Bresciano di numerosi Gruppi di acquisto solidale e di un variegato arcipelago ambientalista. Anche gli enti pubblici sembrano aver imboccato la svolta “green”, avviando progetti di sostenibili- tà energetica degli edifici e acquisti “verdi” da fornitori ecologici. «Quanto alle imprese bresciane, sono ben piazzate a livello europeo nel settore delle energie sostenibili, tanto che in Aib attorno al Centro studi energetici e ambientali si è costituita una vera e propria filiera dell'energia verde, di cui fanno parte aziende leader nei componenti per le energie rinnovabili, come il fotovoltaico o l'energia eolica», sottolinea Corradi. Il green business interessa anche l'edilizia verde (sul lago di Garda, in particolare, c'è fermento sul tema delle case ecologiche). Una prospettiva sostenibile, infine, va colta e valorizzata anche in vista dell'Expo 2015. «Nel prepararsi per questo appuntamento - sostiene Galeri -, il nostro territorio sta guardando a una riqualificazione del settore enogastronomico come vettore per il rilancio di un turismo sostenibile». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lisa Cesco
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