domenica, 07 febbraio 2016
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

24.02.2014

Un altro processo bresciano rinviato a Milano

L'omaggio floreale sulla formella che ricorda il 28 maggio 1974
L'omaggio floreale sulla formella che ricorda il 28 maggio 1974
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenta

Si torma davanti a una corte d'assise d'appello, ma non sarà a Brescia. Non è la prima volta che dopo la sentenza della Corte di Cassazione in cui viene annullata una sentenza di secondo grado bresciana, il processo si sposta poi nel capoluogo lombardo. La ragione risiede nel fatto che a Brescia c'è una sola sezione di corte d'assise d'appello. E di conseguenza quando la Cassazione dispone un «annullamento con rinvio» si va a Milano.
Non è sempre stato così. In occasione della prima istruttoria sulla Strage, dopo la pronuncia della Cassazione, il processo venne celebrato a Venezia. Durante quel processo si procedette anche a un viaggio a Brescia per prendere visione dei luoghi in cui i fatti erano avvenuti. La sentenza, assolutoria, passò comunque alle cronache per la contrapposizione rispetto a quella della Corte d'assise d'appello di Brescia. Venne impugnata in Cassazione che non ravvisò vizi.
Era il 1987 e da allora la vicenda giudiziaria di piazza Loggia si sarebbe mossa solo sull'asse Brescia-Roma, per quanto riguarda l'ipotesi di reato della strage.
La scadenza più imminente, al momento, è rappresentata
dalle motivazioni della sentenza letta il 21 febbraio scorso dalla Corte di Cassazione.
Motivazioni importantissime alla luce del nuovo processo d'appello sulla cui data non è ancora possibile pronunciarsi. Dalle motivazioni sarà possibile capire quanto i giudici della suprema corte hanno recepito dei ricorsi, delle arringhe difensive e delle parti civili e ovviamente della requisitoria del Procuratore generale Vito D'Ambrosio. Proprio il magistrato aveva detto che «non si sarebbe stupito» se il ricorso nei confronti di Delfo Zorzi fosse stato rigettato.
NON È LA PRIMA volta, in tempi più o meno recenti che, dopo la pronuncia della Cassazione, processi bresciani finiscono a Milano.
E' il caso per esempio della vicenda di Desirèe Piovanelli, la ragazzina massacrata nella cascina Ermengarda a Leno, a poche centinaia di metri dalla propria abitazione. Per il delitto vennero condannati in quattro, tre minori e un adulto: Giovanni Erra. La sentenza in base alla quale quest'ultimo è stato condannato a trenta anni è stata letta, appunto a Milano, davanti a una delle sezioni della corte d'assise d'appello. E c'è poi la vicenda del bidello di una scuola materna comunale di Brescia, accusato di pedofilia, che si trascina da anni tra la Cassazione e le corti d'appello di Brescia e di Milano.
I MAGISTRATI milanesi della Corte d'assise d'appello però, in futuro saranno chiamati a pronunciarsi su una vicenda chiave per la storia d'Italia, che risale a quarant'anni fa e in cui nessuno è mai stato condannato in via definitiva.M.P.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1
Cultura
Sotto i ponti di Paris. In fuga da Srebrenica.
Il Musical che non ti aspettavi! Per non dimenticare. ...
Incontri
Laboratorio di Filosofia - La conoscenza della verità nel pensiero antico (parte seconda)
Tutti i martedì dal 12 gennaio al 16 febbraio ...
Cultura
Marc Chagall. Anni Russi 1907-1924. Con Un Racconto Per Immagini Di Dario Fo.
Un progetto assolutamente originale che corre ...

Tweet Vip

Facebook

Sondaggio

Inquinamento: cosa fare per migliorare la qualità dell'aria?
ok

Sport