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14 dicembre 2018

Cultura

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21.06.2018

Fantasia
disegnata

L’arte inimitabile di Pratt supera i confini del tempo e delle modeHugo Pratt, 1960: inchiostro di china su carta_60x40 centimetri
L’arte inimitabile di Pratt supera i confini del tempo e delle modeHugo Pratt, 1960: inchiostro di china su carta_60x40 centimetri

Viso aguzzo, cappello da marinaio, basettoni, orecchino e sigaretta di traverso. Ha cercato tanti tesori senza mai trovarne uno: «Il mio nome è Corto, Corto Maltese. Sono nato a Malta, il 10 luglio del 1887, almeno così mi dicono. Ricordo bene il giorno in cui un’amica di mia madre mi prese la mano sinistra e la guardò inorridita, non avevo la linea della fortuna. Non ci pensai molto, presi un rasoio di mio padre e me ne tracciai una da solo, lunga e profonda. Non credo di aver aumentato la mia dose di fortuna, ma sono sempre stato libero e questo basta». COME LIBERO è sempre stato il suo disegnatore e alter ego Hugo Pratt, penna poetica e avventuriera fra sogni impossibili e ballate del mare salato, il cui mito rivivrà domenica fra le pareti della Fondazione Raffaele Cominelli di Cisano di San Felice del Benaco, dove inaugura «Hugo Pratt – 19 tavole, una storia», intensa esposizione di opere originali provenienti da diverse collezioni private «che per la prima volta vengono mostrate al pubblico e che celebrano il più eclettico e originale fumettista italiano di tutti i tempi». Tutte comprese nel volume «Hugo Pratt 60», pubblicato da Visualprint nel 1980, seppur legate ad un progetto mai definito, le tavole si presentano nella loro compiutezza di opere disegnate e delineano un percorso retroattivo arricchito dalla presenza di prime edizioni di e su Hugo Pratt (1927-1995), autore di fama internazionale considerato uno dei più grandi autori di letteratura disegnata di ogni tempo. Nel libro realizzato da Gianni Berti, è specificato che i disegni «furono fatti da Hugo Pratt per proporre l’ambiente, i costumi, l’atmosfera e il carattere dei personaggi di un racconto che Alberto Ongaro e Nino Vascon idearono per una trasmissione televisiva che non venne in seguito mai realizzata. Pensiamo che il lettore possa comprendere, anche in totale assenza di parole, la meccanica del racconto e dare libero sfogo alla propria fantasia aggiungendo così al piacere dei disegni il divertente gioco della creatività...». E ancora, Federico Sardella (curatore assieme a Rosanna Padrini Dolcini) scrive nel testo che accompagna la mostra: «Assistiamo al dispiegarsi creativo di una serie di immagini che, come nel cinema muto, proprio grazie all’assenza della parola, sprigiona una valenza narrativa senza eguali. Riconosciamo in loro una potenzialità implicita e il potere di trattenere uno, molteplici, infiniti racconti. Lo sguardo scorre sulle tavole, e dall’immaginazione visiva scaturisce quella narrativa… E se l’immaginazione è il repertorio del potenziale, dell’ipotetico, del possibile, la forza di queste opere si avverte proprio nella loro capacità evocativa di rendere le immagini centro di una fitta rete di relazioni...». Vernissage alle 18; la mostra rimarrà poi visitabile fino al 19 agosto con i seguenti orari: dal 24 giugno al 10 agosto: martedì, giovedì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Dal 12 agosto al 19 agosto: sabato dalle 16 alle 20 e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 (info: 3386060153). •

Elia Zupelli
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