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23 giugno 2018

Cultura

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05.03.2018

Il racconto del passato
che istruisce
Sirmione e Desenzano

Fotografia di www.ilariapoli.com
Fotografia di www.ilariapoli.com

Paene insularum, Sirmio, insularumque ocelle, quascumque in liquentibus stagnis marique vasto fert uterque Neptunus, quam te libenter quamque laetus inviso, vix mi ipse credens Thyniam atque Bithynos liquisse campos et videre te in tuto. ...Salve, o venusta Sirmio, atque ero gaude: gaudete vosque, o Lydiae lacus undae: ridete, quicquid est domi cachinnorum! (Con quale gioia e felicità ti rivedo Sirmione, gioiello delle penisole e delle isole, fra tutte quelle che il duplice Nettuno accoglie nei chiari laghi e nei vasti mari! A stento credo di aver lasciato la Tinia e le terre bitinie e di rivederti fuori da ogni pericolo. ...Salve, o bella Sirmione, gioisci del tuo signore; e gioite voi, o Lidie onde del lago: risuonate, risate tutte della casa!) Carme 31 - Catullo

 

…e io mica lo potevo immaginare che i frequentatori di questi brevi racconti domenicali fossero interessati a leggere anche di storie più direttamente ancorate alla Storia. Non solo di osterie ed esorcismi, quindi, o di puttane sulle statali e di dissolutezze notturne, ma, dai commenti ricevuti da alcuni fra i miei “venticinque lettori”, sembra che possa venir apprezzata anche qualche incursione che, pur senza avere la pretesa d’essere frutto di un lavoro di autorevole ricerca storica, contribuisca in modo “leggero” ad aff rontare temi di Storia non solo locale. Scrivendo delle terre intorno al Lago di Garda, in uno dei primi racconti dell’anno scorso, abbiamo raccontato di Feltrinelli e di periodi bui e tragici visto che proprio a Salò ebbe sede quella trista e ridicola repubblichetta agli ordini di Hitler mediante la quale un duce esausto e alcuni gerarchi disperati tentarono un’impossibile sopravvivenza, tradendo ancora una volta quegli italiani che ci credettero e provocando con ciò ulteriori lutti ,dolore e morti. Se invece di aggirarci per Salò fra i segni sopravvissuti da quel periodo tragico, si percorre il perimetro del lago e ci si sposta più a sud,approdando a Desenzano prima e alla penisola di Sirmione poi, si potranno trovare, fra l’altro, i resti di straordinaria bellezza - oltre che di indiscussa importanza storico/archeologica - di quell’epoca Romana alla quale, sia pure nella sua fase Imperiale, il duce e i fascisti ridicolmente si richiamarono con la loro retorica da quattro soldi così propria degli imbroglioni professionali quando siano anche ignoranti qualifi cati. E’nel centro storico di Desenzano che si trova la Villa Romana che venne casualmente scoperta nel 1921, quando, durante le operazioni di scavo per le fondamenta di una nuova costruzione, vennero alla luce dei mosaici policromi. I lavori vennero immediatamente sospesi e iniziò quindi l’operazione di recupero archeologico dell’edifi cio, costruito alla fi ne del I secolo a.C. – anche se la parte oggi visibile risale alla prima metà del IV secolo d.C.- che portò all’individuazione di ben tre distinti settori . Il primo è aff acciato sul lago; vi si trova un vestibolo ottagonale pavimentato con mosaici geometrici, che era adibito a luogo di intrattenimento per gli ospiti della Villa. Venne restaurato tra il 1928 e il 1930 quando le strutture e i mosaici avevano ormai già subìto un importante deterioramento. Nel secondo si possono vedere l’abside di un grande vano con pavimento marmoreo, e ancora altri vani con pavimento a mosaico. Si presume che l’insieme di questi vani fosse adibito a riunioni e a molteplici attività di svago. Il terzo settore, caratterizzato da pavimenti marmorei e da sistemi di riscaldamento a terra e nelle pareti, probabilmente aveva una funzione termale. Questa costruzione architettonica, per i turisti del Lago,è meno nota della “parente” di Sirmione, forse perché meno suggestiva, ma rimane comunque la più importante testimonianza archeologica delle grandi villae tardo antiche nell’Italia settentrionale . La “parente” di Sirmione, nota come “Grotte di Catullo”, è una villa romana edifi cata tra la fi ne del I secolo a.C. e il I secolo d.C. ed è l’esempio più imponente presente nell’Italia settentrionale. La sua denominazione, del tutto arbitraria, sembra risalga al Quattrocento, quando la riscoperta delle liriche di Catullo suggerì il collegamento del poeta con quei resti visibili anche se largamente interrati e coperti da vegetazione tanto da sembrare caverne. Nessun elemento certo, tuttavia, sostiene quell’ipotesi. Nel XVI secolo, oltre a molti altri viaggiatori illustri, anche il celebre Andrea Palladio vi compì una visita per studiarne i resti soprattutto sotto il profi lo delle tecniche di costruzione. I primi studi più approfonditi, tuttavia,furono eff ettuati solamente nel 1801 dal generale La Combe St. Michel, comandante d’artiglieria dell’esercito di Napoleone Bonaparte. Successivamente fu il conte veronese Giovanni Girolamo Orti Manara che eseguì scavi e rilievi, pubblicati nel 1856, ma ancor oggi fondamentali. Nel 1938 venne avviato un ampio programma di scavi e restauri, mentre nel 1948 venne acquisita dal demanio l’intera area per permettere sia una più adeguata tutela del complesso che una maggior protezione del suo circostante ambiente naturale. Per quanto mi riguarda mi piace stare ad osservarla da lontano, dalla sponda del lago, meglio se questo avviene in una giornata autunnale di quelle grigie e tristi in cui anche l’acqua che mi distanzia assume i colori del dolore. E’ una visione istruttiva che mi aiuta a ritrovare, qualora il chiasso della contemporaneità me l’avesse fatto dimenticare, la consapevolezza della nostra condizione di provvisorietà, che ci fa comodo non considerare e che perciò cerchiamo di scacciare in ogni modo. Ed infatti anch’io, dopo un po’, quando il pensiero diventa insostenibile tanto da rendere pesante il respiro, volto le spalle alla visione di quel che resta di un passato così lontano e rientro velocemente nel mondo della Contemporaneità. Ci sono ottimi bar,lì attorno, ed un bicchiere di vino bianco può costituire un significativo soccorso.

di Roberto Bianchi

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