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20 ottobre 2017

Cultura

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07.10.2017

Il Salon des refusés
degli anni Duemila
nella «cantoniera»

Parigi, 1863. Al Louvre impazzano i preparativi per il Salon de la Société Nationale des Beaux-Arts, l’esposizione delle esposizioni che celebra il trionfo dell’accademismo più austero. La giuria incaricata di scegliere gli artisti guarda con sospetto al presente, detesta il futuro e addirittura inorridisce di fronte a tutto ciò che deve ancora accadere.

FUORI I REIETTI! «Scandalosi e di qualità inaccettabile». A fare le valigie sono Manet, Pissarro, Monet, Degas, Renoir… dentro ci mettono le loro tele - «Déjeuner sur l'herbe», fra le altre - e tutti insieme appassionatamente, previo il beneplacito dell’imperatore Napoleone III, si trasferiscono nel Salon des Refusés, esposizione parallela con sale straripanti di dipinti, opere e visioni generati dai nuove sovversivi del colore. Per la prima volta il genio sta sbriciolando gli argini imposti dai dogmi per svelare pubblicamente la sua livrea luminosa divinamente imperfetta. L’impressionismo è pronto a sbocciare, la storia dell’arte non sarà più la stessa.

Salto in avanti lungo un secolo e mezzo. Brescia, Gare 82, galleria ricavata dall’ex casa cantoniera di via Togni (dietro al Lio bar). Il deus ex machina Ettore Marchina s’interroga: «Cosa proporrà l’arte di domani, in un presente in cui non si è più legati a dogmi accademici?».

La risposta è «Salon des refusés», mostra collettiva con 120 artisti nazionali e internazionali che inaugura sabato alle 18, decisa a rievocare nel titolo ma soprattutto nello spirito la grande rivoluzione dei «rifiutati» parigini. «Oggi, in un’epoca in cui esiste un consolidato sistema di gallerie private che sostengono e promuovono i propri artisti, sembrerebbe non essere necessaria un’esposizione volta a presentare giovani creativi emergenti - si legge nell’abstract dell’esposizione -. In realtà, il circuito delle gallerie tende molto spesso ad accogliere sotto la propria ala un ristretto numero di artisti, la maggior parte dei quali è già entrata nel mercato dell’arte».

Gare82 intende inserirsi in questa «sottile intercapedine». «Con un allestimento tipico del Salon des Refusés di fine ’800 saranno presentati artisti emergenti che ancora non hanno fatto il loro ingresso ufficiale nel mondo dell’arte». L’intento è raccontare ciò «che le sensibili antenne degli artisti captano oggi, affondando le radici in quella che potrebbe essere l’arte di domani, benché non ancora percepita come tale».

Nella galleria, nessun percorso obbligato. Fino al 30 ottobre, ingresso libero.

Elia Zupelli
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