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martedì, 17 ottobre 2017

Boncinelli: «Noi come Ulisse di fronte all’ignoto»

Edoardo Boncinelli, genetista, ricercatore e divulgatore scientificoBoncinelli: «Non possiamo definire importante la nostra galassia, nell’universo in espansione: questo mi fa sentire un Ulisse dei nostri tempi» (BATCH)

«Devo ammettere che questo tema mi permette una libertà enorme. Viviamo in un periodo straordinariamente fecondo per l'astrofisica, e seguirne gli sviluppi non è mai stato così interessante». Genetista, ricercatore per una vita, divulgatore nella sua seconda esistenza, Edoardo Boncinelli sarà nell'aula magna dell'Università Cattolica di via Trieste il 18 settembre (ore 18), ospite de Le X Giornate per l'incontro «La seduzione della vita nell'universo – dal Big Bang a Giovanni Bignami». Con lui dialogheranno Elena Bignami, medico specialista in anestesia e terapia intensiva cardiochirurgica e Cristina Bellon, giornalista scientifica e collaboratrice del fisico Giovanni Bignami, scomparso pochi mesi fa, a cui è dedicato l'evento.

«UN INVITO che mi ha fatto particolarmente piacere, anche per la carica emotiva che racchiude – spiega Boncinelli –. Per tanti anni ho fatto il biologo molecolare, ma devo ammettere che la fisica mi è sempre rimasta nel cuore. E poi l'universo... una cosa che dura da 14 miliardi di anni, di cui racconterò varie sfaccettature. Partendo dall'infinitamente piccolo e arrivando sino all'immensamente grande. La mia attuale vita di conferenziere senza sosta mi offre questo grande privilegio».

Un piacere che gli consente di osservare da un'angolatura privilegiata il mondo. E il pubblico che lo ascolta: «Mi sono specializzato nel parlare di argomenti complessi utilizzando un linguaggio semplice, ma non banale né tanto meno puerile – prosegue lo scienziato toscano –. Il cielo ha sempre attratto la nostra attenzione e la nostra ammirazione. Ecco perché la seduzione va benissimo come spinta di partenza». Anche se sarà affiancata da tante altre tematiche, persino emozionali: «Pensavamo di essere un pianeta fermo, al centro del tutto. Invece siamo parte di un sistema legato a una stella marginale, in una galassia nemmeno importantissima. Si tratta di un cambiamento di prospettiva che alcuni definiscono deprimente, mentre per me è esaltante. Mi fa sentire un Ulisse dei nostri tempi».

TRA GLI SVILUPPI più interessanti spicca la scoperta dell'espansione dell'universo: «Un dato che abbiamo appreso solo negli ultimi 60-70 anni. Da un'origine minuscola siamo passati a una realtà in continua espansione: alcune parti dell'universo si stanno allontanando così velocemente che non le vedremo più. Intimidisce, lo so». Così come il numero degli astri, ormai arrivato a toccare il tetto dei 100 miliardi: «Il sole è solo una di queste. Un'altra cifra che ci fa sentire infinitamente piccoli e ci provoca qualche brivido». Traspare passione, ma anche attenzione per il messaggio e la sua diffusione: «La gente si appassiona molto a questi temi, che troppo spesso sono ingiustamente giudicati lontani, a differenza di altre preoccupazioni come la fame nel mondo, le disuguaglianze economiche o i problemi ambientali. Spero di riuscire a condividere lo spirito che mi muove da una vita».

E la figura di riferimento, in questo viaggio? «Albert Einstein, senza esitazioni. Probabilmente l'unico scienziato conosciuto da chiunque: pensare che riuscì a immaginare l'idea di un universo in espansione chiuso nella sua stanza, con il trambusto che lo circondava, è incredibile. Una figura titanica».

I biglietti per l'evento all’Università Cattolica il 18 settembre (per la rassegna Le X Giornate ideata e diretta da Daniele Alberti) sono in vendita sul circuito Vivaticket a 6.50 euro. Per quanto riguarda i primi giorni del festival, il ciclo si apre con Paolo Crepet il 15, per proseguire con Moni Ovadia il16 e Massimo Picozzi il 17.