19 febbraio 2019

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22.12.2018

Dialogo tra i segni di Beltrami e la musica

Particolare della locandina La cantautrice  Angela Kinczly Il musicista Ettore Giuradei
Particolare della locandina La cantautrice Angela Kinczly Il musicista Ettore Giuradei

Lo scarabocchio nasce dalla pancia, risale fino ai polpastrelli delle dita, muove la penna e poi scivola a riempire le orbite degli occhi facendomi cadere gli occhiali. In quello stato vedo il disegno che sta segreto nello scarabocchio. Mi appare. Come un sogno. Allora io lo disegno e quando ho finito mi rimetto gli occhiali per vederlo meglio. E penso che io non riuscirei mai a disegnare un disegno così». Onirico, immaginifico, Michele Beltrami ha sciolto le briglie nella zona limbica fra realtà e fantasia e il resto è venuto da sé. «Parquet senza perché», mostra di sogni-disegni, segni-bisogni, inaugura oggi pomeriggio sullo sfondo di Spazio Ippolito, luogo «riservato e dinamico, un’architettura post industriale» al civico 13 di via Pindemonte, in città. Partendo da una domanda apparentemente semplice - «Da dove nasce ciò che voglio?» -, Beltrami ha dato forma a un viaggio iconografico complesso e stratificato, nel quale i suoi lavori e le sue visioni acquisteranno ulteriore profondità espressiva attraverso i contributi musicali generati live da vari musicisti bresciani: da Angela Kinczly a Ettore Giuradei, passando per le intersezioni sonore di Alessandro «Petrol» Pedretti (già attivo nel progetto Sdang!, assieme a Nicola Panteghini), queste ultime attinte da «Ricordi di polvere», «grande raccolta di brani che forse un giorno verrà pubblicata», e che faranno da sottofondo atmosferico e complice al percorso espositivo, realizzato in collaborazione con Paola Cannizzaro. «Essere umano di tipo creativo» - ipse dixit - Beltrami dal 1996 a oggi si è formato, confrontato e arricchito con le esperienze di Kuniaki Ida, Roberto Pagni, Gianni Rodari, Dominique Dupuy, Julyen Hamilton, Pippo Del Bono, Cesar Brie. Attivo anche in svariati progetti teatrali sia come regista che come attore, fondatore dell’associazione Belcan (compagnia indipendente che idea, progetta e realizza laboratori a partire dall'idea che la pratica teatrale migliora la qualità della vita di ogni persona), «quando il tempo lo permette sperimenta e approfondisce le arti figurative dipingendo e realizzando opere in legno e ferro utilizzando materiale di recupero».«Parquet senza perché» è lo step più recente della sua evoluzione. Vernissage alle 17, ingresso libero. •

E.ZUP
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