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19 novembre 2018

Cultura

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07.06.2018

I cori del ’15-’18 a teatro Tra Ungaretti e Cazzullo

Bertoli con Alte Cime e Controcanto e i cori di Palazzolo e ChiariLa copertina del libro di Cazzullo
Bertoli con Alte Cime e Controcanto e i cori di Palazzolo e ChiariLa copertina del libro di Cazzullo

«Ta Pum: finisce la Grande Guerra». Succedeva 100 anni fa: l'ultimo atto di una tragedia mondiale destinata a ripetersi funesta nel giro di pochi decenni. Oggi resta il ricordo, somministrato in forma artistica e onomatopeica, nel titolo dello spettacolo: stasera alle 20.30, al Teatro Grande, Provincia di Brescia e Fondazione Provincia di Brescia Eventi doneranno alla cittadinanza una celebrazione sui generis per la ricorrenza. Un inno alla speranza, come l'hanno definito gli organizzatori. Sul palco ci sarà l'attore Luciano Bertoli, impegnato in un dialogo con 4 cori provenienti da tutto il Bresciano: gli alpini Coro Alte Cime e Coro Palazzolese, insieme a Piccola Accademia San Bernardino di Chiari e Corale Controcanto di Brescia, vincitori - questi ultimi - della rassegna provinciale «Cantus 2017». Note e parole staranno le une a fianco delle altre, quindi: il recitativo prevede un'accurata selezione letteraria, con spazio per i testi originali scritti da Aldo Cazzullo, alternati alle poesie di Giuseppe Ungaretti e di autori che vissero sulla pelle la Grande Guerra. Sino alla fusione conclusiva, quando i cori alpini si uniranno con quelli delle voci bianche, eseguendo canzoni sui temi dell’armonia e della speranza. «Signore delle Cime», su tutti. «L'idea nasce da una ricorrenza importante e dal mio rapporto con Cazzullo - spiega Bertoli -: ho avuto la fortuna di incrociarlo e di leggere alcune sue opere, tra cui «La guerra dei nostri nonni». Mi ha dato la possibilità di utilizzare questi scritti, da cui attingo. E da cui scaturiscono ulteriori storie collegate alla Prima Guerra Mondiale». UN DRAMMA che assunse i connotati della rivoluzione. «Il secondo grande tema sono le donne: il conflitto le costrinse ad assumere ruoli che prima non ricoprivano - spiega Bertoli -: operaie, postine e molte altre funzioni. Accanto, ovviamente, alle crocerossine e alle portatrici. Non è tutto, però: c'è anche la questione degli orfani. In Friuli, per esempio, nacquero molti figli dagli stupri dei soldati tedeschi e austro-ungarici, ma gli orfanotrofi non li accettavano perché, in realtà, avevano una madre e un padre. Che spesso, al rientro dalla guerra, non li riconosceva. Un ultimo risvolto è infine quello dei personaggi di spicco che parteciparono al primo conflitto mondiale: papa Roncalli, Mussolini, Hitler». L'evento - inserito dalla Prefettura tra le iniziative di principale rilievo nel 2018 nel Bresciano - è gratuito e aperto al pubblico. Per prenotazioni è possibile scrivere una mail a provinciadibresciaeventi@gmail.com o chiamare il 373 7841068. •

J.MAN.
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