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22 giugno 2018

Cultura

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07.12.2017

Il filosofo Salvatore Veca «L’innovazione alimenta conseguenze impreviste»

Coltivare memorie, esplorare connessioni. «La filosofia, come arte dell'interrogazione, si avvale della circolarità di questi due tipi di mestieri». Primo inquadramento a mo' di introduzione sul ruolo. Il culto del pensiero, e la questione nobile del senso, seguono a breve distanza. Salvatore Veca, filosofo e già direttore scientifico di Laboratorio Expo, ne ha parlato ieri nel salone Bevilacqua della Pace ospite di Cooperativa cattolico-democratica di cultura e Padri della Pace. Lo spunto per l'incontro è stata la recente pubblicazione del volume «La filosofia e il bisogno di senso» a firma Norberto Bobbio (Editrice Morcelliana), di cui Veca ha scritto la prefazione. L'accelerazione dello sviluppo tecnologico dovuto alla scienza, negli ultimi 30 anni, è uno dei primi filoni percorsi. Con conclusioni interessanti: «L'innovazione è un processo per cui non è possibile controllare l'insieme delle conseguenze scaturite dalle stesse innovazioni - spiega Veca -. Un esempio? Internet. Non è stato pensato per quello che è diventato poi, ma per accademici e militari». Necessità che sfumano in false necessità, attraverso il controesempio, il paradigma della dimostrazione contrapposto a quello della riflessione filosofica, le metariflessioni sulla scienza, quando presenta problemi. Solo alcuni dei mondi esplorati. C’è il legame con il filosofo bresciano Emanuele Severino. «Ci lega una grande stima, anche se a livello filosofico litighiamo dagli anni '80, sulla questione dello sviluppo immutabile della tecnologia e della scienza» svela il protagonista. Prima di presentare il progetto del suo sistema di pensiero: «Cerco di tenere in tensione tra di loro la parte di costruzione delle idee con la storia delle idee». E l'ultimo sigillo di pensiero, dopo il doveroso omaggio a Bobbio («A lui va la gratitudine degli eredi»), corre a metà tra il malinconico e lo speranzoso: «La filosofia ha i suoi limiti, come qualsiasi impresa umana. Ma finché rimarranno esploratori di connessioni resterà viva l'immaginazione». E così sia. • J.MAN.

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