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18 agosto 2018

Cultura

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19.01.2018

Lezioni di rivoluzione tra la Bastiglia e Versailles

La Marianne di Delacroix
La Marianne di Delacroix

Alessandra Giappi La Nazione unita non riceve ordini da nessuno, nemmeno dal sovrano! Questa risposta pronunciata dai rappresentanti del Terzo Stato riuniti nella sala della Pallacorda cambiò il volto della Rivoluzione francese, che fino ad allora era stata «paziente». Dopo, tutto sarebbe precipitato. Quando comincia e quando finisce una rivoluzione? Intorno a tale interrogativo Luigi Mascilli Miglioriti tesse la sua narrazione davanti a platea folta e attenta nel primo appuntamento delle Lezioni di storia ideate dagli Editori Laterza al Teatro Grande, dopo la fortunata serie delle Lezioni di filosofia che si è svolta l’anno scorso. Lo storico, un «artigiano» che ama il racconto degli avvenimenti, sa bene che la rivoluzione - con tutti i suoi orrori, speranze, valori immortali e universali - non scoppia all'improvviso, matura lentamente. La rivoluzione è più una ricostruzione successiva, per legittimare fatti già accaduti. A Parigi non c'era un piano precostituito: forse fu la rabbia a spingere la folla il 14 luglio 1789 verso un luogo divenuto leggendario, la Bastiglia. Sullo sfondo c'era Versailles, vero teatro della rivoluzione: là re Luigi aveva radunato la nobiltà, consentendo che nei territori la nuova borghesia prosperasse. IL PROBLEMA della Francia, attanagliata dal debito, era di natura finanziaria. Per questo venne chiamato l'economista svizzero Necker - un tecnico! - che consigliò di estendere anche ai nobili e al clero l’obbligo della tassazione che fino ad allora li aveva risparmiati in virtù del loro ruolo di difesa militare e di cura delle anime. Dal tema fiscale il Terzo Stato passò a discutere delle diseguaglianze sociali e divenne consapevole di essere la Francia. Così si giunse all'emanazione della dichiarazione dei Diritti dell'uomo e del cittadino e alla proclamazione della repubblica. Dopo la strage del Bataclan i francesi rinnovarono l’unità cantando la Marsigliese, che però oggi, nel mondo globalizzato, non suona per tutti in modo univoco. I prossimi appuntamenti con la storia, sabato mattina al Grande, riguarderanno il 1848, la rivoluzione russa, la rivoluzione fascista, il '68, la rivoluzione del 1989. •

Alessandra Giappi
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