Questo sito web utilizza i cookie anche di profilazione al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Informazioni
sabato, 21 ottobre 2017

«Non solo Bigio»:
la nuova centralità
della piazza dibattuta

Piazza Vittoria è da tempo al centro di un dibattito istituzionale, politico e nella società civile, a tratti anche acceso; e sui valori estetici in essa racchiusi, oltre che sull’opportunità di ricollocare la statua di Arturo Dazzi, il Bigio, si sono confrontati addetti ai lavori, semplici cittadini, commentatori.

Ad alimentare, e a volte a inasprire, queste discussioni concorrono la nuova centralità assunta dalla piazza, l’apertura della stazione metro, le sculture contemporanee collocate in via temporanea, e, appunto, le polemiche sul destino da assegnare all’opera del Dazzi. E adesso l’Associazione artisti bresciani ha organizzato, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri, il ciclo di conferenze «Non solo Bigio. Piazza Vittoria, Marcello Piacentini, Arturo Dazzi. Arte di regime e patrimoni dissonanti». L’iniziativa vedrà partecipare in veste di relatori docenti locali e di altre università italiane; tutte le conferenze, a ingresso libero, inizieranno alle 18 alla sede Aab (vicolo delle Stelle, 4 – Brescia). Si comincia allora domani con «Il piano regolatore, gli sventramenti, le scelte urbanistiche e le modalità realizzative che portarono alla costruzione di piazza della Vittoria» con Carlotta Coccoli dell’Università di Brescia; il 15 settembre «Piazza della Vittoria e il suo progettista Marcello Piacentini: visione architettonica, opere coeve, dibattito architettonico dell'epoca» (Paolo Nicoloso, Università di Trieste); il 22 settembre « L'apparato scultoreo della piazza» (Francesco Baccanelli, storico dell’arte) e «La statua di Arturo Dazzi: caratteristiche, danni subiti dopo la guerra, la campagna di restauri» (Elisa Pedretti, Accademia Santa Giulia di Brescia); infine il 26 settembre «Arturo Dazzi scultore e pittore. La riscoperta di un artista» (Anna Laghi, Accademia di belle arti di Carrara).