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martedì, 12 dicembre 2017

Rinascimento Culturale «a mani nude»

«A mani nude». Scavare nel sapere, tra archetipi poetici e afflati storici. Ricomponendo la disgregazione degli infiniti «attimi presenti» - concetto preso a prestito da uno dei massimi filosofi contemporanei, Byung-Chul Han -, e tornando a un modello di vita contemplativa. Attraverso il sapere: serve un misto calibrato di coraggio e incoscienza. Qualità che non mancano a «Rinascimento Culturale», festival giunto alla quarta edizione e organizzato da un pugno di appassionati - ma forse sarebbero da chiamare filantropi - dell'omonima associazione, insieme a un numero sempre più vasto di patrocini e sponsor.

GRATUITÀ, prima di tutto: gli ingressi agli incontri non prevedono biglietti, la conoscenza passa per la libertà di fruizione e quindi non vuole catene. E poi bellezza: cornici architettoniche di pregio, in cui calare l'offerta del pensiero. Una vastissima proposta di appuntamenti - 16 in totale tra giugno e settembre -, concentrata soprattutto in Franciacorta, ma con un occhio rivolto anche alla città, sotto la cura dal direttore artistico Alberto Albertini, e di quello organizzativo, Fabio Piovanelli. La prima mini-porzione della rassegna si svolgerà a Gussago, in San Lorenzo, dal 21 al 24 giugno con 4 incontri dedicati alla poesia, che vedranno protagonisti Luca Mosca («Musica e Poesia nei notturni di Chopin»), Alberto Casiraghi e Silvio Soldini (con la proiezione del film «Il Fiume ha sempre Ragione»), Valerio Magrelli («Su Poesia e Traduzione»), Nicola Gardini e Carlo Fava («Il canto della Metamorfosi») e Nicola Crocetti («30 anni della Rivista Poesia»). Quindi il trasferimento a Capriolo, nell'Auditorium BCC Basso Sebino per un graditissimo bis di ospiti: Umberto Galimberti e Gabriele Romagnoli. Parleranno, rispettivamente, di bellezza e coraggio il 29 e 30 giugno.

Dal 13 al 29 settembre il resto degli appuntamenti, 16 in totale con 18 relatori e 6 località coinvolte. Un grande risultato, che porterà in provincia studiosi di fama internazionale come Gàbor Klaniczay, Alessandro Barbero, Marcello Veneziani e tanti altri ancora. «Ci vuole un po' di incoscienza, altrimenti non si fa nulla. Questo è lo spirito che ci ha mossi nel 2014 – spiega Albertini –: qualche relatore nostro amico, un pubblico appassionato... da lì abbiamo preso il via. La quarta edizione ci rende orgogliosi: andiamo alla ricerca di un'identità territoriale, non è facile nella sovrabbondanza di proposte. Che è comunque un aspetto positivo, sia chiaro».

Multidisciplinarietà, la parola d'ordine: «La cosa bella è che spesso gli autori, senza volontà, si citano riprendendo fili di discorso e di pensiero aperti dagli altri». Due, appunto, i contenitori tematici: la poesia - declinata in musica - nella sessione di giugno, la Grande Storia, l'unione dei saperi, il palcoscenico nel quale l'uomo si è evoluto in quella di settembre. «La nostra è un'associazione apolitica e senza fini di lucro, siamo aperti a consigli e aiuti dall'esterno - puntualizza Albertini -. Siamo come un brand, l'ho sempre detto: dobbiamo resistere almeno 5 anni, farci conoscere, permettere al pubblico di fidelizzarsi. Con una convinzione che ci anima: la cultura può far ripartire questo Paese».

UN PENSIERO che assume un valore ancor più forte di fronte alla lunga lista di ospiti, che si aggiunge a quella già ricca delle precedenti edizioni. Nelle quali spicca la partecipatissima lezione tenuta lo scorso giugno a Gussago da Emanuele Severino. Incontri alle 20.30: informazioni disponibili sul rinnovato sito rinascimentoculturale.it, oppure scrivendo a info@rinascimentoculturale.it.