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giovedì, 19 ottobre 2017

Una piccola Yurta magica
e poi l’effetto «Escargot»

«L’effet Escargot» della compagnia dei Kadavresky, per La Strada«Maiurta» alle 19 e alle 21 con Los Galindos in castello a Brescia (BATCH)

Il Festival La Strada non è terminato con gli appuntamenti di domenica scorsa: ci sono infatti ancora gli spettacoli in Castello e due sono le proposte in programma questa sera: il primo è «Maiurta» - alle 19 e alle 21 - con Los Galindos e musiche dal vivo di Marc Vila, che racconta la storia di un clown smemorato che tenta di far riaffiorare i ricordi in compagnia del suo amico Silbelius fra momenti di acrobazia e giocoleria.

LO SPETTACOLO nel piazzale della Locomotiva presenta situazioni e immagini in ordine non cronologico ma che si susseguono armoniosamente in una performance piena di poesia, che vuole entusiasmare un pubblico di tutte le età. La Yurta è un’abitazione utilizzata dai nomadi della Mongolia e del Kazakhistan, una struttura che stride sia con il paesaggio urbano sia con quello rurale. «A noi interessa il concetto dell’abitazione, dove qualcuno entra in casa di qualcun altro, pronto a esserne coinvolto - spiegano i protagonisti -. Il pubblico dovrà sedersi in un due spazi semicircolari, l’uno di fronte all’altro, davanti alla scena».

E alle 22 «L’effet Escargot» della compagnia dei Kadavresky, cinque artisti poliedrici che guideranno il pubblico alla scoperta del Nouveau Cirque, con situazioni buffe che si accavallano senza sosta. Cinque personaggi che inventano giochi sempre nuovi per stupire il pubblico e ogni attore è non solo musicista ma anche danzatore e acrobata che ambisce solo a far decollare l’immaginazione.

Il biglietto è fissato a 10 euro - 8 quello ridotto - ma ci si può abbonare a 28 euro a tutte le proposte de La Strada in Castello fino a sabato 17.

L’appuntamento musicale in programma questa sera alle 21 nel Salone Da Cemmo del Conservatorio s’intitola «…vicino alle lacrime e alla memoria», frase con cui Oscar Wilde definisce l’arte della musica: suonano gli allievi delle classi di pianoforte dei docenti Daniela Piovani e Gianpaolo Stuani, di violoncello di Paolo Perucchetti e di violino di Alberto Martini.

In programma, in apertura di serata, due pezzi pianistici di Maurice Ravel, Rigaudon e Menuet da «Le tombeau de Couperin» con Cecilia Mezzoli alla tastiera. Seguirà «Kol Nidrei» op. 47 di Max Bruch per violoncello e pianoforte con Claudia Frischetto allo strumento ad arco e la collaboratrice esterna Elisabetta Marcolini, quindi la Sonata in do minore op. 39 n. 5 «Tragica» di Nikolai Medtner con Chang Wen-Hsin al pianoforte e la Ballade di Claude Debussy con Nicolò Ciampolini alla tastiera.

L’AMPIO programma si concluderà con la riduzione col pianoforte del Concerto n. 1 in sol minore per violino e orchestra op. 26 di Max Bruch, con Francesco Rovetta del corso preaccademico allo strumento ad arco e la collaboratrice interna Alexandra Filatova al pianoforte.

L’ingresso alla serata al Da Cemmo è libero.