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19 settembre 2018

Cultura

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29.06.2018

YOUTUBER #OPS, ELISA ORA SCRIVE

#OPS, pubblicato da Rizzoli
#OPS, pubblicato da Rizzoli

In realtà dietro ad un libro, ad una ragazza di 15 anni, c’è un risvolto non solo “letterario”. Alla fine raschiando per bene trovi una bellezza un po’ strampalata, nomade, selvaggia come quella di tutti i giovani, che vorrebbero essere qui e altrove nello stesso tempo. C’è un’operazione, un pensiero, un tentativo. Dietro a “#Ops” di Elisa Maino (Rizzoli editore, 270 pagine) in testa alle classifiche dei romanzi più venduti, e che nel maggio scorso alla Feltrinelli Red di viale dell’Agricoltura a Verona era stata salutata da almeno duecento fans, c’è un’altra partita da giocare, quella sulle piattaforme social, sui brand (Converse e Kiko, la multinazionale di prodotti di bellezza). C’è una liceale che rincorre con il turbo innestato il suo tempo che l’ha lanciata prima su Musical.ly, il network affollato dai più giovani, dove ogni giorno vengono postati 13 milioni di filmati di 15 secondi in cui i muser (gli utenti) fanno playback di canzoni o dialoghi di film interpretati da loro. Una sorta di karaoke 2.0 a cui vengono aggiungi effetti speciali e qui Elisa Maino viene seguita da oltre 3 milioni di fan, senza contare il suo account Instagram che ha 1,1 milioni di follower e 466 mila sono gli iscritti al suo canale Youtube. Cifre consistenti. «Apprezzo molto Chiara Ferragni, si è fatta da sola. All’inizio è stata criticata, ma poi ci ha fatto vedere di che cosa è capace. Certo, può risultare antipatica, intanto ha costruito un impero. Credo sia un esempio». Eccola la grinta di Elisa Maino di Riva del Garda, che un po’ alla volta sta realizzando i suoi sogni, poi si vedrà. Nel frattempo non si perde nulla: a scuola va bene, gira l’Italia per presentare il libro, posta tutto quello che fa e parla. Velocemente a volte troppo.Ma si sa i sogni sono fugaci e le frasi corrono con loro nella buona e nella cattiva sorte. Ascolta Ed Sheeran, Fedez, Mr. Rain. L’ultimo film che ha visto è stato un horror ed ha letto “Prima del futuro” di Jay Asher che mescola fantascienza, romanzo e Facebook che è al centro dell’ingranaggio narrativo. La conversazione con Elisa è telefonica, la casa editrice lascia il numero della madre per contattarla e capisci subito che la giovane non è lasciata sola. «Devo moltissimo alla mia famiglia, i miei genitori mi seguono mi accompagnano sempre». Elisa che messaggio lancia alla sua generazione? La vita è una e bisogna viverla con le persone a cui vogliamo bene e, soprattutto, non diamo peso al giudizio degli altri. Non facciamoci paranoie. Gli insulti sono un peso di cui ci dobbiamo liberare. Mentre le critiche costruttive dobbiamo ascoltarle, il resto sono zavorre. Infatti nella presentazione di “#Ops” che ha fatto su Facebook è stata criticata perchè si è messa a piangere. Ci ho fatto una risata, se la gente non capisce non è un problema mio. Rispondo ai miei ricordi, alla mia coscienza e mi sono commossa perchè parlare di mia nonna ancora oggi mi fa piangere. Sento la sua mancanza. Anzi, dico ai miei coetanei di attaccarsi ai nonni che sono importanti, miniere di sapere. E poi manifestare i propri sentimenti è un segno di purezza, volevo trasparisse. Veniamo al libro: si aspettava tutto questo successo? No, anche se in cuor mio sono riuscita, con quelle pagine, a ricordare una persona importante: mia nonna. Una parte della trama l’avevamo pensata assieme poi è stata un po’ rivista con le persone che mi hanno aiutata, un tutor della Bompiani. Ma i miei professori, ad esempio, hanno riconosciuto il mio lavoro, mi hanno detto sei proprio tu, è il tuo stile di scrittura. E’ stato il complimento migliore che mi potessero fare. La storia? Evelyn trascorre l’estate in montagna dalla nonna Lea, non ci sono antenne per cui manca connessione, niente whatsapp, poche chiamate con gli amici che restano a Riccione. Ma ci sono nuove avventure che restano nel cuore nella memoria e che sapranno far stupire. Segreti, colpi di scena, un bacio, il provino per il ballo. Un insieme di quello che sono. E da grande cosa pensa di fare? Studiare medicina mi piacerebbe molto, ma mi affascina la conduzione televisiva. Mi sento spigliata davanti alle telecamere, mi piace ballare e seguire i reality. Mi piacciono X Factor, Italia’s Got talent, ma non ho fatto ancora alcun provino. Che domande le fanno i ragazzi che vengono ad ascoltarla in libreria? Mi chiedono perchè ho scritto un romanzo e non un’autobiografia. Rispondo che a 15 anni forse non avrei molto da raccontare, alla fine non sono molto diversa da loro, vado a scuola, studio. Non è proprio così e lo sa bene. Non bisogna farsi scappare nulla, valorizzare tutte le doti che abbiamo, pensare e costruire con quello che ci circonda. E poi, se anche commettiamo alcuni errori basta imparare a non ripeterli. E come ho scritto nel libro “se vale la pena rischiare mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore”. La riconoscono per strada? Adesso sì e mi fa piacere, conosco molte persone, vedo posti nuovi. Se qualcuno mi ferma per un selfie sono entusiasta. La notorietà che cosa le ha tolto? Un po’di privacy. Devo sempre stare molto attenta a quello che faccio perchè poi vengo guardata e criticata. Ma io sono vera e trasparente. Certo, non posso uscire di casa a portare l’immondizia struccata o vestita male, qualcuno potrebbe riprendermi. Che cos’è la solidarietà? Il sinonimo di verità. Quindi niente bugie per sentirsi migliori. Peggioriamo le cose e basta. Ops è un acronimo: “Ora puoi scordarmi”, da dove nasce? E’ l’ultima frase che la nonna mi ha detto prima di andarsene nel gennaio scorso. “Potrai dimenticare il tono della mia voce, come sono fatta, ma io sarò sempre nel tuo cuore”. La protagonista del libro mi assomiglia molto. Quello che ama lei lo amo anch’io. Elisa deve scappare, interviste, presentazioni che finiranno a luglio, poi si vedrà. Il brand Maino sembra solo all’inizio. •

Chiara Roverotto
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