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venerdì, 20 ottobre 2017

Bestseller e racconti
nel segno dell’allegoria

Laureato all’Università del Kent, il Nobel per la Letteratura 2017 ha studiato Creative Writing all’Università dell’East Anglia, dove era uno degli studenti di Angela Carter. Tra i suoi libri «Gli inconsolabili» dove il mistero è la chiave di volta di ogni vicenda e «Quando eravamo orfani», in cui un detective scruta il mondo che precipita verso l’esplosione totale. Complessivamente sono sette i suoi romanzi, tutti bestseller e pluripremiati, a cui si aggiungono i racconti, tutti pubblicati in Italia da Einaudi.

Ishiguro è anche autore di sceneggiature per cinema e tv fra cui «La contessa bianca», è appassionato di cinema, ma si sente soprattutto romanziere. «Scrivo in modo interiore» aveva detto in un’intervista, e da questo arrivano tutte le sue sorprese. Non sono i primi romanzi di ambientazione giapponese - «Un pallido orizzonte di colline» e «Un artista del mondo fluttuante» - che hanno reso famoso Ishiguro ma le opere ambientate in Inghilterra, in particolare «Quel che resta del giorno», senz’altro il suo capolavoro. Le allegorie appartengono alla scrittura di Ishiguro. Così nel romanzo «Non lasciarmi» del 2005, l’autore si concentra sul tema della clonazione, verificando il grado di colpa/innocenza del mondo.

«Il gigante sepolto» del 2015 ha indubbiamente spiazzato i lettori per l’ambientazione fantastica, con orchi, draghi, giganti e maghi. Qualcuno ha pensato ad una specie di Tolkien edulcorato. Ma ingiustamente: rimangono infatti stabili sia i sentimenti che i grandi ideali dei personaggi, considerati dal narratore anglo-giapponese universali e perenni.S.V.