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21 novembre 2017

Cultura

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04.11.2017

Brescia resiste al Piccinino Battaglia di soldati di carta

Personaggi colorati e ritagliati
Personaggi colorati e ritagliati

«Né miglior sorte, alfine, aveva arriso alla boria del Piccinino che, giunto di settembre, si era scatenato nel tentativo di sbocconcellare le mura con bombarde e cannoni, tagliando l’acqua ai mulini per ridurre la città alla fame». L’avvincente descrizione poetica dell’assedio di Niccolò Piccinino nella prefazione de «L’assedio di Brescia» è opera di un altro Valzelli, l’indimenticato Giannetto.

L’AMORE di Igor Valzelli pe r le vicende storiche, le stratificazioni architettoniche e la meraviglia dell’arte gli arriva dunque anche per via paterna, essendo figlio del giornalista scomparso a novant’anni nel 2011. Fu direttore di Bresciaoggi dalla fondazione, circondato da grande stima: partigiano e autore di moltissime pubblicazioni.

Più che naturale allora che le circa sessanta pagine del piccolo testo storico illustrato dal figlio si aprano con le parole del giornalista nato a Borgosatollo nel 1921. Pagine non «intoccabili»: sì perché l’intento dell’autore è quello di riproporre giochi un tempo adorati dai bambini. Il ritaglio di sagome da colorare e poi mettere in piedi piegando una listarella di carta che funge da piedistallo (meglio se rafforzata con balsa o poliplat). Ecco sfilare i fanti milanesi e i cavalieri «lancia spezzata» - che a cavallo abbattuto continuavano a piedi - i portabandiera mantovani e anche quelli bresciani e veneziani, poi Cristoforo Soldo e gli «immortali bresciani» di un corpo di difesa di 400 cittadini che continuamente erano sostituiti. Milanesi bianchi e neri, mantovani con i colori delle api e veneziani amaranto: bresciani ovviamente da colorare in bianco e blu.

SUI DISEGNI scorrono le parole in latino di Elia Capriolo sull’intervento dei santi Faustino e Giovita e quelle di Marin Sanudo che contempla anche Sant’Apollonio. «Sulle sue truppe aveva attirato rovesci di pesce bollente, getti di fascine ardenti, pioggia di polveri brucianti e persino il miracolo dei santi patroni Faustino e Giovita, comparsi tra sprazze di fuoco a ritorcergli contro le palle» continua Giannetto Valzelli a proposito di Piccinino, che definisce «botolo». E lo pennella mentre si ritira, «esecrando gli impavidi mangiasorci rintanati nel loro guscio». S.CENT.

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