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22 giugno 2018

Cultura

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21.02.2018

Ecco l’ultima intervista a Sanguineti

Riecco l'ultimo marxista in versi dimenticato. Edoardo Sanguineti è stato un grande poeta e un critico letterario di primissima qualità. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto nella cultura italiana e ha aperto una voragine nella cultura di sinistra ancorata ai valori del materialismo storico. A ricordare lo scrittore ci ha pensato Historica, la casa editrice legata a Francesco Giubilei, da poco nominato Presidente della Fondazione Tatarella. Anche se il giovane enfant prodige della cultura italiana, non a torto accostato al grande Leo Longanesi, è un conservatore, nessuno è autorizzato a stupirsi della pubblicazione di «Edoardo Sanguineti. Il poeta dell'avanguardia» (pp. 122, 12 euro), curato dal giornalista Lanfranco Palazzolo. Il piccolo volume è frutto dell’ultima testimonianza pubblica di Sanguineti, intervistato da Radio Radicale pochi giorni prima della scomparsa, avvenuta a Genova il 18 maggio 2010. Sanguineti aveva raccontato il suo semestre passato tra Berlino Ovest e Berlino Est per seguire le attività culturali della Germania divisa in due. Il tentativo del giornalista di Radio Radicale era di sapere, in chiave polemica, da Sanguineti se la fine del muro di Berlino fosse stata una liberazione dall'oppressione del regime di Pankow. La risposta, quasi in versi, del poeta è un’autocitazione tratta dalla sua raccolta poetica «Reisebilder» (1971): «Ma tu, piccolo muro... Di città, così, ne hai fatte due». Ecco perché la risposta di Sanguineti non poteva che essere negativa. Una volta tornato a Berlino dopo il 1989, anno della caduta del muro, il poeta matura un’impressione «sfavorevole» della condizione della città. E nell'intervista rievoca anche la sprezzante risposta di Bertolt Brecht a chi gli chiedeva di intervenire sulla rivolta operaia di Berlino est del ’53 contro il regime: «Ho altro da fare», rispose il poeta.

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