Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
27 maggio 2018

Cultura

Chiudi

29.01.2018

IL MOSTRO MODERNO

Il volto di Frankenstein nel film del 1931
Il volto di Frankenstein nel film del 1931

Pier David Malloni Il romanzo che forse più di tutti ha ispirato generazioni di scienziati, portando ad esempio alla creazione del pacemaker per non parlare di tutti i progressi sui trapianti, compie 200 anni. Frankenstein, ricordano Lancet e Science, è subito diventato un punto di riferimento, anche se non sempre in positivo, e la letteratura scientifica è piena di «cibi di Frankenstein», «cellule Frankenstein», persino «leggi Frankenstein» oltre che di scienziati convinti di poter ripetere l’esperimento descritto nel libro di Mary Shelley. Appena dieci anni dopo la pubblicazione, nel 1828, ricorda Lancet, in un articolo pubblicato sulla rivista sulla formazione degli embrioni si faceva riferimento al libro. «Abbiamo imitato molte azioni della natura», scriveva l’ostetrico James Blundell, il primo medico a fare una trasfusione, «potremmo sperare un giorno di imitare anche questa?». Non manca, rileva Science, chi si è ispirato al romanzo di Mary Shelley. L’ideatore del pacemaker, Earl Bakken, ha sempre affermato che l’idea gli era venuta dopo aver visto il film con Boris Karloff. Lo stesso Craig Venter, i cui esperimenti sulla vita artificiale sono spesso tacciati di «Frankensteinismo», ha dichiarato di essere un grande fan del libro, di cui possiede una prima edizione. Se al giorno d’oggi è possibile trapiantare quasi tutto, dagli arti agli organi, c’è ancora chi vuole rendere reale l’esperimento del libro. Nel 2013, in un articolo su Surgical Neurology International, due ricercatori hanno proposto di replicare l’esperimento di Giovanni Aldini, il fisico italiano che ispirò il libro sottoponendo a scariche elettriche le teste di alcuni condannati a morte. Pur senza arrivare a replicare quanto descritto nel romanzo, ormai siamo in grado di ricreare quasi del tutto un «mostro moderno». Dal primo organo trapiantato, il rene nel 1950, sono stati fatti passi da gigante, e ormai oltre agli organi si possono innestare tessuti, e ci sono esempi di successo di trapianto di faccia. Mancherebbe solo la testa, anche se alcuni scienziati, fra cui il neurochirurgo italiano Sergio Canavero affermano sia tecnicamente possibile. All’orizzonte ci sono anche i primi organi artificiali, forse stampati in 3D, e arti meccanici sempre più realistici e connessi al cervello, che in futuro potrebbero addirittura «decidere da soli» i movimenti per ottimizzare le prestazioni. Gli esperimenti sulla clonazione, l’ultimo dei quali di pochi giorni fa su scimmie, fanno invece intravvedere un’ipotesi che avrebbe sicuramente ispirato Mary Shelley. «Modificare gli esseri umani diventerà sempre più facile man mano che aumentano le scoperte su come i geni influenzano i tratti fisiologici», scrive Science. «Un giorno una creatura potrebbe essere cresciuta direttamente in un utero artificiale, con le malattie eliminate con l’editing genetico e le caratteristiche fisiche predeterminate. Gli scienziati ammoniscono che una serie infinita di cose potrebbe andare male durante la procedura, che potrebbe dare luogo a qualcosa di mostruoso. Proprio come successo con Frankenstein». •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok