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20 gennaio 2018

Cultura

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28.12.2017

L’ESTETICA DEL CONSUMO

La copertina del saggio di Michael Taussig
La copertina del saggio di Michael Taussig

Mauretta Capuano Medico e antropologo, famoso per le sue provocatorie ricerche etnografiche, Michael Taussig ha un suo modo di guardare il mondo in cui l'estetica è più che centrale e ha un ruolo fondamentale, anche se noi non lo vediamo. «L'estetica oggi controlla qualunque cosa. Le decisioni che prendiamo sono sotterraneamente guidate da principi estetici e lo stile influenza tutte le nostre attività quotidiane», spiega Taussig, che è stato protagonista dell'edizione record 2017 di «Più libri più liberi» alla Nuvola di Fuksas a Roma. Il fascino perverso della chirurgia estetica, la violenza, le mutilazioni sono protagoniste de «La bellezza e la bestia», un reportage antropologico uscito per Meltemi (pp. 241, 18 euro) con foto in bianco e nero e a colori, la prefazione di Franco La Cecla e la traduzione di Emanuele Fabiano, che ha lavorato molto sul linguaggio per conservare la genuinità del testo. «Il consumatore è diventato l'elemento fondamentale dell'economia moderna e tutto ciò che si fa deve avere un fortissimo potere estetico. Quando ero bambino in Australia ci si concentrava sulla produzione di pecore, di grano, di acciaio. Oggi i miei figli hanno le scarpe della Nike, il walkman, vivono in un mondo con una grande intensità di consumi e in questo mondo il design è cruciale e la moda cambia costantemente», racconta Taussig, 77 anni. Nato a Sidney, da padre ceco e madre austriaca, dove si è laureato in medicina e ha lavorato due anni come medico, Taussig ha studiato poi sociologia a Londra, ha vissuto in Colombia e ora a New York dove insegna alla Columbia University. Attingendo alla sua lunga esperienza sul campo in Colombia, l'antropologo stabilisce nel libro anche un collegamento tra la lunga guerra civile colombiana e l'industria cosmetica in generale, ma soprattutto ci parla di come il consumismo e lo spreco ci stiamo ammazzando. «Siamo passati da una società concentrata sulla produzione a una società fondata sul consumismo. E questa crescita sta distruggendo il mondo. Anche i recenti tagli delle tasse del presidente Donald Trump vanno in questa direzione». «Tagliando le tasse si pensa che i cittadini abbiano più soldi a disposizione per consumare sempre di più. E tutto questo avviene spogliando paesi come la Colombia ma anche l'Italia, e tutto il mondo, delle sue risorse naturali», sottolinea Taussig, che ne «La bellezza e la bestia» si basa sulla teoria della depense (dispendio improduttivo) di Georges Bataille con la «sua enfasi sulla crescita e crescita dei consumi» e introduce il concetto di «chirurgia cosmica». «Per Bataille la guerra nel XX secolo è la più grande forma di depense, di questa ossessione per la crescita costante e illimitata», sottolinea Taussig. «La chirurgia plastica o chirurgia cosmetica sono metafore che parlano di un campo più ampio che è l'estetica. E io preferisco parlare di chirurgia cosmica dove tutto, agri business, attività mineraria estrattiva, le mutilazioni, la chirurgia estetica fanno parte di un unico fenomeno», aggiunge l'antropologo. Per questo studioso alternativo che porta benissimo i suoi anni, l'estetica «al contrario di quello che sosteneva Marx, e io in qualche modo mi considero un marxista, è parte della struttura e non della sovrastruttura». E aggiunge: «Un errore del mondo moderno è stato separare l'estetica e la politica». Mutilazioni «fatte in Colombia da gruppi paramilitari con la sega elettrica», uniformi militari antisommossa dove «l'estetica è un elemento sociale che crea una sorta di mitologia» vengono raccontate nel libro. E i «narcos stanno a metà tra la chirurgia estetica delle loro belle donne e le mutilazioni operate dai paramilitari al loro servizio». Taussig, autore di molti libri, di cui in Italia ne sono usciti finora due, tra cui «Cocaina. Per un'antropologia della polvere bianca», fuori catalogo, con «La bellezza e la bestia» si fa conoscere più a fondo. L'edizione, anche tardiva delle sue opere, come dice nella prefazione Franco La Cecla, «è una buona notizia». •

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