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22 gennaio 2018

Cultura

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21.12.2017

LA FISICA POETICA

Annamaria Pezzotti: scrittrice bresciana di 36 anni, risiede a SienaLa copertina dell’esordio letterario «Il direttore d’orchestra»
Annamaria Pezzotti: scrittrice bresciana di 36 anni, risiede a SienaLa copertina dell’esordio letterario «Il direttore d’orchestra»

Alessandra Tonizzo A volte è necessario un padre. Abbà: il richiamo dello spirito cui non basta il nutrimento materno. Serve un maestro, una guida. «Il direttore d’orchestra» (LiberEdizioni) che metta le cose a posto in un posto sicuro – quello che ognuno cerca per sé nel mondo. «Il mio è a Siena», racconta Annamaria Pezzotti. Trentaseienne figlia d’arte - il padre Gianni, giornalista, ha scritto su Bresciaoggi - giunta alla sua prima opera letteraria. In Toscana ha trovato una realtà in cui «l’approccio verso il quotidiano è disteso, rilassato». Dalle colline toscane pensa a Brescia, dove sono rimasti i genitori, la sorella, il ricordo degli studi caliniani. Mentre divide i giorni tra famiglia e biotecnologie. «Anche se la lettura è stata la prima compagna. Parlo di romanzi, non tomi scientifici. Alla seconda maternità, tra giugno e novembre, l’ispirazione. E la soddisfazione della scrittura: avevo finalmente trovato una vena narrativa tutta mia». Basata sulla fisica quantistica, risolta con un romanzo corale nel quale «ognuno parla a modo suo, nessuno è protagonista fino in fondo, tutti sono pionieri di un modo di fare ricerca che unisce dottrine diverse». La commistione delle menti come chiave per sconfiggere i grandi mali del secolo. TRE RAGAZZI e un professore contro cellule impazzite, un terrorismo endogeno, corporale, quello del corpo che s’ammala. Tutti uomini, a giocare seriamente col destino dell’umanità. Come nei kolossal americani, il testosterone è guaio e medicina. Però Pezzotti presta sensibilità femminili a queste intelligenze geniali, idonee perché montate su corpi giovani, acerbi d’esistenza; gli scienziati timidi: un format sui rovelli della crescita interiore di futuri camici bianchi, indolenza insonnia ipocondria i postumi di adolescenze acrobatiche passate studiando Blaise Pascal fino all’alba. Sul granito di cucine ordinate, mentre le mamme cuociono ragoût e le campane scandiscono il tempo di un’eterna domenica. La trama del libro - che sarà presentato giovedì 28 alle 18.15 al book-stop in via Leonardo Da Vinci 5 - ha un’impalcatura matematica, non macchinosa. Beute e alambicchi si digeriscono in biblioteche più che in laboratori, e riga dopo riga ampi rabbocchi di psicologia filosofica portano la sete di sapere verso «una birra ghiacciata e una canzone di Guccini». Ezechiele fa il padre-orchestrale, per età e per didattismo. Per missione, anzitutto. Conduce i rampolli a riflettere sotto l’effetto di frasi senza replica («Ci sono più batteri in un cucchiaio di terra che esseri umani sul pianeta»), nel sogno di coscienze in grado di cambiare l’universo. Invece è una ragazza – procrastinatrice seriale, curiosa – a significare la svolta, scaldare gli animi far seguire il dito per indicare che «tutto là fuori è vita». Agnese è la vampa pudica nella sinfonia totale. Rende poetica l’autrice («Gli occhi di lei su di lui, gli occhi di lui al cielo, gli occhi del cielo su di loro»), che per un attimo mette da parte le molecole e si dà ai magnetismi d’amore. •

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