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venerdì, 20 ottobre 2017

«Nemesis», ascesa e caduta
di un grande narcotrafficante

L’intreccio di storie differenti per il racconto di un micromondo che all’interno della favela più grande e più drammaticamente famosa di Rio De Janeiro e di tutto il Brasile, sembrano l’unica storia possibile da raccontare. Tra povertà, assenza delle istituzioni e urgenza del dover provvedere a se stessi e alla propria famiglia, quella che racconta Misha Glenny, giornalista d’inchiesta specializzato in politica internazionale, è la vicenda di Antonio Bonfim Lopes, che messo di fronte alla necessità di pagare le cure per la figlia affetta da una malattia rara, trova l’unico modo possibile di esistere nel giro della droga.

In «Nemesis - Ascesa e caduta di un grande narcotrafficante» (Baldini&Castoldi, pp 322, 19 euro) l’onesto cittadino brasiliano si trasforma in Nem, boss dei boss di Rocinha, temutissimo e rispettato da tutti e tanto da dettare le regole per la vita stessa, o la morte, all’interno della favela anche dal carcere e perfino quando, in tempi recenti, l’esercito «pacifica» il quartiere con i carri armati.

Sullo sfondo, la storia del Brasile, in bilico tra una delicata e turbolenta democrazia e la dittatura militare, l’emigrazione di massa dal Nord Est verso le città della costa, la «saudade» e lo sviluppo smisurato di una baraccopoli che da agglomerato di casupole negli anni ’60 si trasforma in un insediamento senza regole, se non quelle dettate dalle bande criminali e da chi ha ottenuto in vari modi il rispetto della popolazione.

La storia di Nem, insomma, è anche quella di Rio De Janeiro, la «città meravigliosa», come piace chiamarla ai brasiliani, invischiata tra corruzione, narcotraffico e intrighi politici di ogni sorta prosperati del quarto di secolo riassunto nella narrazione di Glenny, che parte dall’arresto del trafficante e poi ricomincia dagli anni ’60, attraverso le voci di tanti protagonisti, per arrivare fin quasi ai giorni nostri. «Nemesis» è un inchiesta scritta al modo del romanzo, dove i protagonisti sono i cattivi.