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22 gennaio 2018

Cultura

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22.12.2017

NOMI E SEGRETI DEI NOSTRI EROI

Harry Potter era un vicino di casa della scrittrice J.K. RowlingHarry Potter era un vicino di casa della scrittrice J.K. Rowling
Harry Potter era un vicino di casa della scrittrice J.K. RowlingHarry Potter era un vicino di casa della scrittrice J.K. Rowling

Stefano Vicentini Di fronte al notevole patrimonio di storie e personaggi che si è accumulato in ben più di un secolo di cinema e mezzo secolo di televisione, il saggista francese Philippe Lombard, esperto di cultura pop, ha pubblicato per le edizioni Clichy «Perché Sherlock si chiama Sherlock» (pp. 320, 17 euro, traduzione di Francesca Martino): un manuale con oltre 150 creature venute dal mondo dello spettacolo o dalla letteratura contemporanea, dai fumetti o videogames. Asterix, Batman, James Bond, Dracula, Godzilla, Goldrake, Hulk, Indiana Jones, Pac-Man, Harry Potter, Topolino, I Puffi, Rambo, Snoopy, Spongebob: eroi della memoria collettiva da rivedere nelle origini, nelle caratteristiche e nelle curiosità, in quanto spesso poco conosciute. Per esempio, oggi col ritorno al cinema della saga di «Guerre Stellari» vien voglia di saperne di più sulle due figure di Dart Fener e Luke Skywalker. «Alla fine di “L’Impero colpisce ancora“ di Irvine Kreshner (1980), Fener taglia la mano a Skywalker al termine di un combattimento con spada laser. Gli propone allora di unire le loro forze vantando “il potere del lato oscuro”, per poi svelargli di essere suo padre. Questa scena», spiega Lombard, «è condensata perfettamente nel nome del personaggio stesso, Darth Vader in inglese, come spiega George Lucas: Darth è una variante di dark (oscuro) e Vader una variante di father (padre). Quindi Padre Oscuro». Skywalker, il «Camminatore del cielo», rispecchia il desiderio di Luke di diventare pilota e lasciare il pianeta per esplorare la galassia: un nome leggero e rassicurante, poiché è il ragazzo che porta alla redenzione il padre. Tra le altre figure in auge di questi tempi, l’orsetto Paddington deriva dall’incipit del romanzo «L’orso del Perù» e si riferisce al nome di una stazione, dove l’autore Michael Bond donò alla moglie un peluche dallo sguardo timido. Curiosa pure la derivazione dell’alter ego del compianto cantautore David Bowie (1947-2016), Ziggy Stardust, che lancia all’umanità un messaggio alieno: Ziggy era l’insegna di una sartoria di abiti originali, come quello indossato da Bowie al lancio dell’album nel 1972, mentre Stardust proviene da Legendary Stardust Cowboy, cantante degli anni ’60 pioniere del genere psychobilly, da Bowie conosciuto alla Mercury Records e amato per la sua stravaganza. Il titolo del manuale di Lombard richiama invece Sherlock Holmes, l’arcinoto detective inglese. Il suo autore Arthur Conan Doyle raccontava di aver annotato vari nomi in un taccuino, ma si rifiutava di «cedere alla facilità che sta nel trovare un nome che rispecchi il carattere del personaggio, come ad esempio M. Sharps o M. Ferrets». Il primitivo Sherrinford viene abbreviato in Sherlock, cognome spesso incontrato dall’autore nella sua vita ma qui diventato nome; Hope (speranza), baleniera artica su cui si era imbarcato lo scrittore come chirurgo di bordo nel 1880, è rimpiazzato da Holmes, omaggio al medico Oliver Wendell Holmes, ammirato per le brillanti opere scientifiche e letterarie. L’eroe Sherlock Holmes verrà rovesciato in Herlock Sholmes, antagonista perdente di Arsenio Lupin. Quanto a Batman, il celebre uomo pipistrello, l’idea sarebbe venuta al suo creatore, Bob Kane, osservando le macchine per il volo disegnate da Leonardo da Vinci. Mentre Harry Potter, il protagonista dei romanzi di J.K. Rowling, è semplicemente il cognome dei vicini di casa della scrittrice. Curiosa anche la storia legata al nome di James Bond, che è nella realtà un ornitologo, lo studioso che scrisse un libro scientifico amatissimo da Ian Fleming. E che dire di Wolverine, il personaggio dei fumetti pubblicato dalla Marvel, che deve il suo nome al ghiottone (wolverine in inglese) Goofy, cioè strambo, era il termine usato da Walt Disney per indicare i sempliciotti di campagna e che diede poi al suo celebre Pippo. Tom Sawyer? È l’amico di Mark Twain. E Rambo è il nome di una varietà di mele originaria della Pennsylvania che suggestionò lo scrittore canadese David Morrell. Dalle fonti cinematografiche Lombard ha riportato, in appendice, alcune sfide ridicole: King Kong contro Godzilla, Dracula contro Frankenstein, Sherlock Holmes e il fantasma dell’Opera, Zorro e i tre moschettieri, Alien vs Predator, per arrivare addirittura a Superman & Babbo Natale. •

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