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19 febbraio 2018

Cultura

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07.01.2018

Oltre l’inverno c’è sempre l’estate «invincibile»

Isabel Allende, 75 anni
Isabel Allende, 75 anni

Mauretta Capuano Identità e immigrazione. Sono due questioni cruciali dei giorni nostri quelle con cui si confronta Isabel Allende nel suo nuovo romanzo «Oltre l’inverno» (pp. 297, 18,50 euro), pubblicato da Feltrinelli nella traduzione di Elena Liverani. L’autrice cilena de «La casa degli spiriti», cittadina americana dal 2003, che ha saputo raccontare il dolore per la malattia e la perdita della figlia Paula, morta nel 1992, alla quale ha dedicato anche, nel 1997, «Per Paula. Lettere dal mondo», stavolta mette in scena un thriller dove conta la relazione fra i tre personaggi principali. A cambiare le loro vite sarà un tamponamento durante una tempesta di neve a Brooklyn, verso la fine di dicembre 2015. Richard Bowmaster, un professore universitario riservato e piuttosto avanti con gli anni, urta l’auto su cui viaggia Evelyn Ortega, una giovane emigrata illegalmente dal Guatemala, che lavora come baby sitter per la famiglia di Frank e Cheryl Leroy, genitori di un bambino che soffre di diabete. È un incidente banale, ma le cose si complicano quando la ragazza si presenta a casa del professore per chiedere aiuto. E, a sua volta, lui chiede sostegno alla vicina di casa, la cilena Lucia Maraz, donna matura con un passato complicato che vive in un seminterrato. Nel bagagliaio dell’auto su cui viaggiava Evelyn c’è il cadavere di donna avvolto in un tappeto macchiato di sangue. Ignara di tutto questo, la ragazza aveva preso la macchina di Frank Leroy per andare in farmacia e mai avrebbe immaginato cosa la aspettava. Richard, Lucia ed Evelyn si trovano così coinvolti nella risoluzione di un crimine che in realtà porta a galla le loro vite e il loro passato in Cile, Guatemala e Brasile dove ha vissuto il professore universitario e dove ora torna, a Rio de Janeiro, con le due donne e il cadavere. Le voci dei personaggi si alternano nei diversi capitoli del romanzo, tranne alcuni casi in cui sono riunite a due, Lucia e Richard, o a tre, Lucia, Richard ed Evelyn. E i loro destini si incrociano lungo un percorso in cui non mancano la grande ironia della Allende e i riferimenti alla campagna presidenziale di Donald Trump, dove si respirava la «xenofobia contro i latini», dice la scrittrice. «Anche se pochi lo prendevano sul serio come candidato, la sua sparata di voler costruire una muraglia come quella cinese per chiudere la frontiera con il Messico e deportare undici milioni di persone senza documenti iniziava a mettere le sue radici nell’immaginario popolare». Ma alla fine quello che vuole mostrare la scrittrice cilena è come, nel cuore dell’inverno, ci possa essere sempre «un’invincibile estate», come dice citando Albert Camus. L’8 gennaio, data in cui la scrittrice, da 35 anni, comincia a scrivere i suoi libri, è alle porte. E dopo «Oltre l’inverno», la cui idea è nata durante il Natale 2015, possiamo immaginare la Allende pronta a dar vita a una nuova storia. •

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