17 febbraio 2019

Cultura

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16.01.2019

Omaggio ad Arto Paasilinna il bus dei lettori ferma in città

Arto Paasilinna 1942-2018: «Emilia l’elefante» è uscito per Iperborea
Arto Paasilinna 1942-2018: «Emilia l’elefante» è uscito per Iperborea

L’incipit di uno dei romanzi più famosi di Arto Paasilinna è meravigliosamente respingente: «Il più formidabile nemico dei finlandesi è la malinconia, l’introversione, una sconfinata apatia. Un senso di gravezza aleggia su questo popolo sfortunato, tenendolo da migliaia di anni sotto il suo giogo, tingendone lo spirito di cupa seriosità» (da «Piccoli suicidi tra amici»). Il resto del romanzo, assieme a un fiume di altri titoli, è lì a manomettere, capovolgere e irridere pagina dopo pagina questo identikit del finnico tipo: o meglio a renderlo complesso a più non posso, pennellando con la scrittura irresistibili ritratti di personaggi «in lotta». In lotta con il grigiore della quotidianità, con il loro precedente «io», con le aspettative della gente del villaggio, con gli stereotipi di cui si nutre certa stampa: in lotta con un matrimonio che naufraga o in lotta con un orso bruno affamato. Tutt’altro che apatici questi finlandesi! Paasilinna è scomparso tre mesi fa, dopo essere diventato un autore amatissimo anche fuori dai confini scandinavi: oltre 120mila copie vendute in Italia del romanzo «L’anno della lepre» pubblicato dall’editrice Iperborea come gli altri, da «La prima moglie e altre cianfrusaglie» a «Lo smemorato di Tapiola», il preferito dello scrittore e musicista pugliese Valerio Millefoglie che alle 18 sarà alla Nuova Libreria Rinascita di Brescia, in quella via della Posta incastonata tra piazza Loggia e piazza Vittoria, con le sue «interviste ai lettori». Cosa ci lascia uno scrittore quando ci lascia? È la domanda-motore del viaggio intrapreso ieri a Pavia dall’ideale bus giallo dell’Arto Paasilinna Memorial Tour che fa tappa in poche città d’Italia tra cui Brescia, oggi, per la seconda puntata. Qual è la traccia più profonda che le ha lasciato l’autore di «Emilia l’elefante»? Me lo sono chiesto prima del debutto. Il mondo letterario creato dallo scrittore finlandese non è racchiuso dentro i confini dei miei generi prediletti, perché io mi occupo di reportage e sono attratto dalla forma dell’intervista o del ritratto realistico. Ma in modo paradossale Paasilinna descrive personaggi che hanno vite surreali o corrono avventure rocambolesche. Come l’industriale fallito che vuole aprire un museo della guerra sott'acqua in un sommergibile o gli altri due - il colonnello a riposo e l’ex imprenditore - che decidono di farla finita la stessa sera e che invece affittano un bus di lusso di «colleghi» disillusi. Le sfide di questi tipi umani rispecchiano le imprese che io cerco nella realtà attraverso i miei reportage, ad esempio su Repubblica (Valerio Millefoglie è anche autore delle cronache di «Mondo piccolo. Spedizione nei luoghi in cui appena entri sei già fuori»: dal cinemino in automobile alla micro-cattedrale di Zara, fino alla casa minuscola in un vicolo del ghetto di Varsavia, ndr). Gli aspiranti suicidi troppo fantasiosi, raminghi tra l’oceano tiepido dell’Algarve e l’aurora-tramonto di Capo Nord: oppure il giornalista Vatanen che si spoglia del suo ruolo inseguendo una lepre e sparisce in un bosco. È la deviazione dalla normalità il tratto comune delle storie? Sì: tutti si vogliono spogliare della quotidianità burocratica per entrare nella foresta o in un’altra esistenza. Passaggi narrati con quella leggerezza adorata dai lettori: levità che io rincorro per riportare la letteratura a una dimensione fisica. Per farla scendere da quel luogo «alto» che per molti potenziali lettori è sinonimo di «inaccessibile». Bisogna andare in giro a raccontare ai giovani che i libri aiutano a crearci un’identità, anche attraverso l’umorismo o la commozione. Perciò chiedo ai lettori quali sono le pagine di Paasilinna che si sono accordate con la loro vita e per questo condurrò l’incontro come un programma radiofonico, con stacchi musicali, campionature e letture. I libri sono anche purissimo divertimento. •

Sara Centenari
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