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martedì, 12 dicembre 2017

Dopo le parole i primi
passi in un mondo
d’acqua e idee

Il presidente della Fondazione Brescia Musei Massimo Minini (BATCH)

Trasversalità del fenomeno Christo: colpisce tutti. Giovani e anziani, Brescia-bene tirata a lucido per il vernissage in zona cocktail e curiosi dell'ultimo momento, autorità e gente comune. Ma anche vivacità culturale del fenomeno Christo: si capisce dal brulichio incessante che precede l'inaugurazione della mostra «Water Projects», in un auditorium di Santa Giulia sold-out (di nuovo).

Capita così che i ritardatari si debbano accontentare di un punto d'osservazione in piedi – poco male, l'importante è esserci in queste occasioni – mentre il principale protagonista, anch'egli affetto dall'inguaribile morbo del quarto d'ora accademico, il posto a sedere ce l'ha assicurato. Giacca chiara d'ordinanza, capello arruffato, ma meno del solito, all'applauso d'incoraggiamento dei presenti risponde con un saluto impacciato. Personaggio coerente sino al midollo, Christo segue con fare assorto le introduzioni delle autorità presenti – Luigi Di Corato, Laura Castelletti, Massimo Minini, il curatore Germano Celant e, infine, del sindaco Emilio Del Bono – assimilandole con l'aiuto dell'ormai immancabile interprete.

POI TOCCA al suo intervento, rigorosamente di fioretto: parla di «very hard work», sentendosi quasi colpevole per il tempo sottratto alla preparazione dell'opera vera e propria sul Lago d'Iseo. Poco male, avrà modo di rifarsi e d'altronde, se l'arte è per definizione effimera, non può che nutrirsi anche di parole. Mentre in sala si discute con curiosità, e non solo in italiano: i presenti parlano anche l'inglese e il francese, segno tangibile dell'interesse sovranazionale dell'iniziativa. Curiosità destinata a durare il tempo di un'attesa da qualche minuto: quella per l'inizio della visita guidata, con avvicinamento a una mostra pervasa da una precisa ricerca tematica, declinata anche attraverso l'interattività e la modalità in divenire, con proiezioni di foto e video mandati dai partecipanti. Tutti in fila dunque, a gruppi di decine, pronti a godersi una meravigliosa immersione dei sensi nel viaggio pluridecennale di un artista inevitabilmente destinato a lasciare il proprio segno su Brescia.J.MAN.