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venerdì, 15 dicembre 2017

Il ministro Martina plaude
al modello glocal del lago

Christo all’inaugurazione della mostra fotografica di Wolfgang Voltz (BATCH)

«Le Palafitte» di Sulzano sono rinate grazie a Christo, che domani compie 81 anni. All’interno ospitano le gigantografie degli scatti con cui Wolfgang Volz ha interpretato 15 delle opere che Christo e Jeanne-Claude hanno realizzato dal 1968 a oggi: ci sono pure gli elaborati progettuali di «The mastaba of Abu Dhabi», rimasti sulla carta dal 1977 e ora tornati di attualità. Fuori, sopra un lago blu-scuro ancora agitato dal temporale scatenatosi a metà mattina, è visibile attraverso le enormi vetrate la struttura modulare di «The floating piers».

«LE PALAFITTE» sono adesso uno spazio espositivo molto ampio, arioso e straordinariamente luminoso. Lo hanno sottratto allo stato di abbandono in cui da qualche anno versava gli sforzi congiunti messi in campo a tempo di record dalla Soprintendenza di Brescia, da alcuni professionisti e da alcune aziende della zona. Il sindaco di Sulzano Paola Pezzotti, nell’evidenziare che «la volontà di promuovere unitariamente il Sebino ha fatto nascere una grande famiglia, come dice sempre Christo», ha ribadito gli intendimenti dell’Amministrazione comunale da lei guidata: «Questa è una location eccellente: il nostro impegno è di farla continuare a vivere». Al suo fianco, l’autore della mostra, intitolata «Christo and Jeanne-Claude as been by Wolfgang Volz», il curatore dell’allestimento, l’architetto Renato Gentile della Soprintendenza , il presidente della Provincia Pier Luigi Mottinelli, l’assessore regionale Mauro Parolini, l’onorevole Marina Berlinghieri e il ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina.

GENTILE HA SPIEGATO la scelta di esporre solo immagini di notevoli proporzioni: «Consentono di cogliere, insieme ai minimi particolari, gli aspetti salienti di un’opera». Mottinelli ha auspicato che il modello di collaborazione sperimentato a Sulzano tra Soprintendenza e Comune diventi una prassi diffusa. Parolini ha elogiato Christo perché «non si è sottratto a incontri anche faticosi, parla con tutti, e con tutti, oltre che le sue opere, condivide se stesso».

Il ministro Martina è stato telegrafico nel rimarcare che «il ponte di Christo ci restituisce il valore del silenzio». Martina ha ammesso di apprezzare il tentativo che stanno compiendo i sindaci sebini di «essere glocali, globali e locali insieme: il vostro è un caso esemplare per capire come luoghi e persone possano incontrare la contemporaneità».

A Volz «Le Palafitte» sono piaciute parecchio: «È un edificio che consente un bilanciamento eccezionale tra esterno e interno». All’interno, in effetti, c’è pure un video girato da Volz su «The floating piers» che racconta il durissimo lavoro di montaggio compiuto dagli operai là fuori.

«Il tempo sta migliorando», cerca di rasserenare i convenuti Christo, ripetendo quello che è ormai diventato un mantra, da ultimo. Poi la doccia gelata: «In 52 anni di attività io e Jeanne-Claude abbiamo sempre precisato che le nostre opere sono installate all’aperto, e dunque la loro fruizione dipende dal bel tempo. Ecco perché non c’è una data stabilita per l’apertura del ponte, niente taglio del nastro, niente cerimonie ufficiali. E questo non sapere cosa succederà comporta una suspence favolosa». Anche l’attesa e l’incertezza insomma, rendono unica l’opera.