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18 dicembre 2017

Mostra di Christo e Jeanne-Claude

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Cultura

17.06.2016

«Impresa
straordinaria. Ora
venite a provarla»

In bianco era ingegneria. Arancio è arte. Una spettacolare, sterminata, emozionante opera d’arte.

Il panno colorato che da martedì ricopre i 220 mila cubi di polipropilene «posati» nelle scorse settimane ha fatto il miracolo: quella che, nuda, era una semplice passerella galleggiante, per quanto ardita nel sogno di «far camminare sull’acqua» fra Sulzano, Montisola e San Paolo; ora, vestita, è The Floating Piers, l’ultima provocazione di Christo, l’uomo delle missioni impossibili, il genio che ha impacchettato il Reichstag (il Parlamento tedesco), piantato tremila ombrelloni fra il Giappone e la California e circondato la baia di Biscayne a Miami con una «cintura» fucsia lunga 11 chilometri.

«QUI SUL LAGO D’ISEO abbiamo realizzato qualcosa di incredibile. Ora siate coraggiosi: venite a provarlo», ha proposto ieri mattina Christo nella preview internazionale all’hotel «La Fenice», l’ultima conferenza stampa prima dell’apertura del pontile, rigorosamente in lingua inglese, a ribadire la rilevanza mondiale dell’evento.

Davanti alle telecamere, ai fotografi e a cento giornalisti arrivati da cinque continenti, l’artista bulgaro-newyorkese non si è presentato in giacca e cravatta come tutti gli altri relatori (in tailleur l’unica donna, il sindaco di Sulzano Paola Pezzotti), ma con gli stivali in gomma dei pescatori, i jeans da lavoro e, sopra a tutto, la cerata rossa ormai diventata la divisa ufficiale della sua avventura bresciana. Come il body nero per Diabolik o i completi verde acido per la Regina Elisabetta.

«Abbiamo lavorato giorno e notte, sette giorni su sette, con il sole e con la pioggia, perché il tempo era poco e il meteo non ci ha aiutati», ha sottolineato Christo, esaltando lo «straordinario impegno degli operai e dei sommozzatori che, a turno, sono partiti da Sofia, sono atterrati a Bergamo, hanno lavorato duro per una settimana e poi hanno ricevuto il cambio da un’altra squadra».

Erano tutti giovani provenienti da un’accademia bulgara, subito diventati bresciani ad honorem e subito entrati nella «grande famiglia» che ha realizzato sul Sebino il progetto pensato da Christo negli anni ’70 per Rio de La Plata e poi per Tokyo, ma che non era mai stato autorizzato dalle autorità locali. «Qui, invece, quando ho proposto l’idea al presidente dell’Autorità di Bacino e ai sindaci di Montisola e di Clusane, mi hanno subito risposto di sì», ha ricordato l’artista, prima di scandire l’unica parola in italiano dell’intera conferenza stampa: «Approvato!».

«Avevo già visitato il lago Maggiore e il lago di Como, ma quando ho visto il lago d’Iseo ho capito che questa sarebbe stata la location ideale per The Floating Piers», ha rivelato Christo. «Con la posa del panno colorato per Clusane e per tutto il lago si è concretizzato un sogno, anzi “il“ sogno - ha commentato da parte sua Paola Pezzotti -: ora siamo pronti a godere questa magnifica esperienza sensoriale e la grande bellezza dell’opera». «Grazie a Christo e dopo Christo il lago d’Iseo non sarà più lo stesso - ha aggiunto Fiorello Turla, sindaco di Montisola -. Noi siamo sempre stati una piccola comunità e non eravamo neppure in grado di immaginarlo, un evento così. Christo ci ha regalato questa straordinaria opportunità e non ce la siamo fatta scappare. Ora siamo pronti a portarla avanti nel migliore dei modi».

Marco Bencivenga
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