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24 ottobre 2017

Mostra di Christo e Jeanne-Claude

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Cultura

07.04.2016

«Le persone, il vento e il sole
completeranno la mia opera»

Crhisto accanto a una sua opera e, a sinistra, con Castelletti, Valenti, Celant e Di Corato SERVIZIO FOTOLIVE
Crhisto accanto a una sua opera e, a sinistra, con Castelletti, Valenti, Celant e Di Corato SERVIZIO FOTOLIVE

Toglietevi le scarpe e preparatevi a un’esperienza ad alto impatto emotivo. «Perché non c’è niente di più sexy che sentire fluire le acque sotto i propri piedi». Parola di Christo. E se volete una preview dei Floating Piers che da giugno scivoleranno sulle acque del lago d’Iseo, basta recarsi al museo di Santa Giulia per la mostra «Christo and Jeanne-Claude. Water Projects», che racconta come nascono i suoi progetti artistici legati all’acqua.

«La mia opera non sono solo i pontili galleggianti che collegano con Montisola, ma sono anche le persone che ci camminano, l’acqua, gli alberi, le rocce, il vento e il sole». Un’opera d’arte collettiva, più «living art» che Land art, tenuta insieme dalle trame del tessuto arancio, «il materiale principe che racconta il nomadismo dei miei lavori, destinati a sparire per sempre». Ogni visitatore è invitato a tenere desti i sensi, per cogliere l’asciutto e il bagnato, il soffice e il duro: questa non è arte astratta, è un progetto «da camminare e percepire».

ALL’AFFOLLATA presentazione della mostra è il vicesindaco Laura Castelletti a prendere la parola per dire che l’esposizione in Santa Giulia «è un sogno inseguito insieme all’intero territorio bresciano, che accompagnerà e dilaterà nel tempo (fino a metà settembre) i 16 giorni dei Floating Piers sul lago d’Iseo». Accanto a lei il curatore Germano Celant e il presidente di Brescia Musei Massimo Minini, alla prima uscita come vertice neoeletto del nuovo CdA. Fioccano già le prenotazioni dall’estero per visitare la mostra, «ci saranno i due pubblici, quello locale e quello internazionale, e saranno tutti benvenuti», dice Minini, convinto che The Floating Piers sarà un’installazione fugace ma non effimera. «C’è voluto un anno per farla, ce la potremo godere solo 15 giorni, ma sono proprio questa brevità e sparizione che collocano l’opera nel mito, perché resti impressa nella nostra memoria».

Per il New York Times la nostra provincia sarà uno dei 10 «places to be» del 2016, un posto da non mancare.

«Abbiamo l’opportunità straordinaria di unire l’evento sul lago alla forza attrattiva della città e della mostra in Santa Giulia, per questo ci stiamo muovendo in sinergia», sottolinea il sindaco Emilio Del Bono, che dopo le infinite diatribe sull’opportunità delle grandi mostre a Brescia e sull’eredità goldiniana lascia cadere una battuta fulminante: «Davanti all’originalità di questa esposizione alcune grandi mostre sembrano vecchie. Una ribollita, rispetto alla capacità visionaria e di rottura dei Water Projects di Christo».

Lui, l’artista, splendido ottantenne, raccoglie i commenti ammirati del pubblico - «è così semplice, immediato». Poliedrico, energetico, un testimonial perfetto di «invecchiamento attivo» mixato a genialità. Un concentrato di stravaganza bulgara e concretezza statunitense. A chi gli chiede del valore simbolico delle sue opere risponde con franchezza: «Non sono interessato al valore simbolico». Gli interessa di più parlare del suo amore per la libertà, conquistata con la fuga dalla Bulgaria degli anni Cinquanta, in piena guerra fredda. «Ho studiato il marxismo, ma applico il capitalismo per i miei progetti».

NEGLI STATI UNITI ha fondato una corporation che si occupa della realizzazione delle sue opere, che si autofinanziano con la vendita di bozzetti e disegni preparatori originali. «Le banche ci garantiscono prestiti per avere liquidità immediata e pagare chi lavora al progetto». I disegni per The Floating Piers sono pochissimi, 50 o 60 pezzi in tutto, e quindi molto più costosi. A Christo, d’altronde, i salti nel buio non piacciono. Lo dice anche nella citazione che ha voluto in mostra: «Non pianifichiamo mai l’impossibile. Può sembrare irrealizzabile ad alcuni, ma noi siamo molto realisti».

Lisa Cesco
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