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26 aprile 2018

Cultura

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15.11.2017

ALDRIGHI
E BRESCIA

Ugo Aldrighi era nato il 13 marzo del 1917 in pieno centro storicoPiazza Rovetta - Il Mercato (1979): è esposto a «Bresciaoggi»
Ugo Aldrighi era nato il 13 marzo del 1917 in pieno centro storicoPiazza Rovetta - Il Mercato (1979): è esposto a «Bresciaoggi»

La «Fondazione Dolci», con un impegno generoso e tenace, ha raggiunto quest’anno il traguardo delle venti mostre antologiche e delle altrettante monografie dedicate agli artisti bresciani scomparsi del Novecento. E per festeggiare questo importante risultato propone due mostre: la prima viene inaugurata oggi alle 17 nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia, dove sono esposti i venti manifesti delle mostre realizzate a partire dal 1996, accanto ai quali viene posta un’opera rappresentativa dell’artista in questione; la seconda aprirà invece sabato alle 17.30 a Palazzo Martinengo di via Musei concesso dalla Fondazione Provincia di Brescia Eventi, ed è dedicata a Ugo Aldrighi, di cui ricorre il centenario della nascita. Le due iniziative sono però strettamente intrecciate perché nell’occasione la famiglia Aldrighi donerà un’opera dell’artista al Comune di Brescia da destinare alle collezioni civiche. Le mostre sono state presentate ieri in Broletto in incontro al quale erano presenti il presidente della Provincia, Pier Luigi Mottinelli, il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, il presidente della Fondazione Dolci, Eugenio Busi, la figlia dell’artista, Livia Aldrighi, il professor Luciano Anelli e lo storico Marcello Zane, autori dei due saggi principali della monografia.

UGO ALDRIGHI è stato una delle personalità più autentiche e originali della pittura bresciana del Novecento. Alla notorietà è arrivato tardi: la prima personale importante è infatti del 1973, alla galleria Bistrò di Brescia, riscuotendo l’attenzione e l’interesse della critica. Si è fatto notare per i paesaggi dei Ronchi, del Garda, della Valtenesi e delle Torbiere iseane, ma soprattutto per le scene urbane, nelle quali ha raccontato le storie del «suo» Carmine con una vena popolaresca, pronta a cogliere, con sorridente ironia, i personaggi che animano la vita en plein air del quartiere.

Aldrighi ha uno stile personalissimo che recupera nel colore, usato in termini antinaturalistici, la lezione degli espressionisti e dei fauves. «Non è un naïf - ha spiegato Luciano Anelli – ma un artista colto e aggiornato, attraverso i libri e le riviste che aveva in casa, su quanto d’importante avveniva a Parigi in quegli anni; è, piuttosto, un sognatore alla Chagall che non ha fatto la fotografia del Carmine, ma ha rappresentato il Carmine sentimentale che stava dentro il suo cuore».

«Aldrighi – ha aggiunto Marcello Zane – ha saputo raccontare e vivere il Carmine, simbolo della Brescia popolare nel senso migliore del termine, e ne ha fatto un luogo dove non c’è spazio per la solitudine, un luogo delle relazioni multiple. La sua è una pittura non nostalgica, ma d’impegno civile». In occasione dell’incontro è stato presentato l’eBook interattivo dedicato a Ugo Aldrighi, che è stato realizzato da Studio 361°, ed è stato annunciato che la mostra del 2018 sarà dedicata a Gabriele Saleri e quella del 2019 al fotografo Franco Bettini. L’esposizione in Loggia è visitabile dal lunedì al venerdì dalla 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, il sabato dalle 9 alle 12.30; quella in Palazzo Martinengo tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19; per entrambe la chiusura sarà domenica 10 dicembre, giorno in cui è prevista un’apertura straordinaria del Vanvitelliano; l’ingresso è libero.

Francesco De Leonardis
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