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22 settembre 2018

Cultura

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10.05.2018

Appello sull’arte di Saleri Una mostra a novembre

Rigoglio di primavera a Lavone in Val Trompia  Autoritratto di Gabriele Saleri
Rigoglio di primavera a Lavone in Val Trompia Autoritratto di Gabriele Saleri

Gli amici di sempre raccontano come, nella sua vita, abbia dipinto 15mila quadri. Tela più, tela meno. «Iniziò a 6-7 anni, vinceva concorsi, trasmetteva sentimenti con l'arte. Era molto metodico, lavorava mattina e pomeriggio. Negli ultimi tempi anche sabato e domenica, e pure in vacanza. In spiaggia si formavano dei capannelli di persone dietro di lui: lo osservavano e magari si facevano regalare un'opera» il ricordo della figlia Annalisa. COMPLETO: il primo aggettivo che viene in mente pensando a Gabriele Saleri, pittore bresciano scomparso nel 2014. Disinvolto il giusto, abile tanto da muoversi tra richiami esotici da orientalista, autoritratti, tradizione naturalistica bresciana, elogi della fanciullezza, nature morte e molto altro. La Fondazione Dolci gli dedicherà la 21esima edizione della sua monografia annuale consacrata agli artisti nostrani, accompagnata da una mostra antologica che, come sempre, sarà ospitata a palazzo Martinengo Cesaresco, in città. Per prepararsi c'è tempo: la rassegna inaugura al pubblico sabato 17 novembre, per essere quindi visibile sino a domenica 9 dicembre (tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19). Intanto, però, è iniziata la chiamata alle armi. O, meglio, ai quadri: Eugenio Busi ed Ermes Pasini, presidente e consigliere di Città Dolci, invitano tutti coloro che sono in possesso di opere e documentazione utili a mettersi in contatto con la Fondazione al numero di telefono 328 8373014. L'obiettivo è quello di infoltire la buona base di partenza e costruire un corposo percorso di almeno 200 opere, capace di restituire l'immagine di un animo curioso che, a distanza di anni, mantiene intatto il suo fascino pacato, spesso estraneo agli stravolgimenti del mondo circostante. Nato a Bagnolo Mella il 30 ottobre 1927, Saleri cresce e si perfeziona alla scuola di maestri come Giuseppe Mozzoni, Emilio Pasini ed Emilio Rizzi. Solo i primi passaggi di una lunga carriera in cui, come ricorda il docente della Cattolica Luciano Anelli, «affrontò con disinvoltura vari campi, diventando però commovente nei ritratti dei bambini e nelle nature morte». L'ultima antologica risale al novembre 2012, nel Museo di Santa Giulia. Stavolta si sposterà di pochi passi, al vicino Martinengo. «Una festa bresciana e una grande opportunità» chiudono Pier Luigi Mottinelli e Nicoletta Bontempi, presidenti di Provincia e Fondazione Provincia di Brescia Eventi. •

Jacopo Manessi
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