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16 ottobre 2017

Cultura

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10.06.2017

I «ritagli» di Giovanna

Giovanna Motta espone fino al 18 giugno, nello spazio della Galleria civica di Desenzano del Garda dedicato a «Bosio». Da anni attiva e poetica interprete di un percorso evocativo-rappresentativo, costruito sovente sulla memoria di un territorio oggi assai modificato, Giovanna Motta ha mutato radicalmente il suo impatto visivo, dimostrando la costanza della componente mnemonica, ma modificando le regole del gioco.

Di solito lo spunto iniziale è un’idea, un’immagine, una pagina musicale o il racconto di una storia, vera o falsa, poco importa. Evocata l’idea, l’operazione successiva è quella di ricercare immagini attinenti al tema, il paesaggio urbano medievale, ripetuto e ricostruito, un bosco o una foresta con le stesse cadenze cromatiche che si rincorrono, ma anche immagini d’antan di vacanze marine, quali si ritrovano nelle pubblicità del secolo scorso, nell’età tra le due guerre, o fogli musicali, reali, pentagramma con note utilizzabili per un concerto.

LE IMMAGINI vengono ritagliate su ritmi e scansioni che l’autrice cerca per progressive approssimazioni: dispone nello spazio della tela i frammenti, i ritagli; prova e riprova, costruisce e ri-costruisce lo spazio che in questa maniera diviene dunque il fondale dell’opera.

Sul supporto iconografico costruito che lo sguardo del lettore riesce agevolmente a cogliere, l’autrice pone infine l’immagine che aveva nella mente e che, probabilmente, ha dato l’input a tutto il processo della creazione, che sia uno strumento musicale oppure la sagoma di una figura, che viene tratta a volte dalla storia dell’arte, a volte dalla stessa storia dell’artista.

Con coerenza e rigore, Giovanna Motta propone un’opera narrativa, evocativa, di venti o più anni fa, a fianco di un’opera di oggi analoga nel tema, ma diversissima nell’esecuzione. Quasi una sottolineatura del cammino trascorso, del passaggio cercato, voluto e realizzato in nuove forme.

L’opera non vuole essere un capriccio, ma il risultato di una serie di accostamenti; l’opera si dà in un prezioso equilibrio, sempre realizzato con pazienza e poesia. A ricordarci che la fatica del fare non è un genio interiore che muove la mano, ma è l’esito di ricerca, caparbietà, equilibrio e misura.

SI LEGGE una sorta di autodichiarazione di poetica, in una stagione di nascondimenti; con la serietà e l’onestà di chi sa che l’immagine è una conquista, a volte leggera, spesso faticosa, ma così ricca di entusiasmi e aperture, che vale la pena sempre di cercare. Con fatica, anche; ma con il sorriso di risultati che fanno bene allo sguardo di coloro che leggono le immagini.

La mostra alla Galleria civica di Desenzano si presenta dunque come una carrellata su ritagli e rinvii, una sorta di auto rilettura dell’arte di Giovanna Motta, ma anche una dichiarazione di disciplina e rigore, in una stagione dove il gioco facile sembra avere la prevalenza su tutte le altre prospettive di ricerca.

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