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11 dicembre 2017

Cultura

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29.07.2017

IL GARDA
È DI CARTA

Un’installazione dell’artista nipponico Nobushige Akiyama al Museo della Carta di Toscolano Maderno
Un’installazione dell’artista nipponico Nobushige Akiyama al Museo della Carta di Toscolano Maderno

Tra le numerose iniziative culturali che il patrimonio Gardesano offre in questo periodo estivo, due sono le mostre dedicate alla magia della carta: «Il paese della carta» -Tradizioni e contemporaneità della carta giapponese attraverso le opere di Nobushige Akiyama, al Museo della Carta di Toscolano Maderno, aperta fino al 15 ottobre, e «Gioie di carta», gioielli di carta di Sandra Di Giacinto e Daniele Papuli, alla Fondazione Cominelli, a Cisano di San Felice del Benaco, aperta fino al 1 ottobre, quale testimonianza di un materiale antico e prezioso per la storia e la cultura. Una passione che accomuna la tradizione giapponese, che produce carta da fibre vegetali già nel VII secolo, e quella italiana con le cartiere di Fabriano e Amalfi, e sul Garda a Toscolano Maderno, che fabbricava preziosa carta tradizionale già dal XIV secolo.

È proprio dalle suggestioni estetiche orientali e occidentali, legate a questo mondo apparentemente effimero, che il Museo della Carta gardesano, nel custodire antichi saperi e segreti per la fabbricazione di un materiale tanto pregiato per la sua fragilità e resistenza, trasparenza e opacità, ha voluto ospitare le opere d'arte contemporanea di Nobushige Akiyama, realizzate con la carta tradizionale «washi», prevalentemente della varietà «kozo» realizzata con la corteccia di gelso, usualmente utilizzata per impacchettare, creare paraventi e paralumi.

La carta «washi», fatta a mano secondo l'antichissimo metodo giapponese, diviene qui materia viva per costruire installazioni o grandi pannelli sospesi, mentre le sculture geometriche, composte da resine trasparenti, includono frammenti di carta e pietre, che si illuminano internamente con lampade, come pezzi di alabastro percorso da luci colorate e violente.

CON GESTUALITÀ antica e intuizioni spaziali contemporanee, l'artista crea scenografie misteriose, costruisce costumi e maschere per il teatro, fino a realizzare un mondo atonale e senza riflessi luministici, perché assorbiti dall'opacità delle fibre naturali della carta.

Se le opere di Nobushige Akiyama trovano il luogo espositivo ideale nelle sale del Museo della Carta, tra macchinari e strutture antichi, i gioielli di carta di Daniele Papuli e Sandra Di Giacinto, invece, lo trovano, a pochi chilometri, a palazzo Cominelli di Cisano San Felice del Benaco, che custodisce una Collezione Permanente di gioielli contemporanei, provenienti da ogni parte del mondo.

LA MOSTRA, curata da Rosanna Padrini Dolcini, nel rientrare nel progetto già avviato da anni dalla Fondazione sulla gioielleria di ricerca, privilegia quest'anno due artisti della leggerezza e della progettualità più minuta. Sandra Di Giacinto fonde cartone riciclato e carta glitterata, per creare collane dagli intrecci cinetici e orecchini in carta metallizzata, che fluttuano a ogni piccolo movimento, mentre Daniele Papuli compatta lamelle di carta bipatinata, per creare seducenti collane composte da centinaia di strati di carta.

Nella ripetizione di linee vorticose e modularità spiraliformi, la carta appare un elemento elastico, una membrana ondulata, che pulsa e che fa collassare persino l'idea di gioiello, quello da indossare.

Entrambe le mostre si avvalgono dell'intesa tra il Museo della Carta di Toscolano Maderno e la Fondazione Cominelli di Cisano di San Felice del Benaco, allo scopo di far conoscere la bellezza di questo territorio di grande rilievo paesaggistico e storico grazie a proposte di pregio.

Giampietro Guiotto
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