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23 ottobre 2018

Cultura

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23.11.2017

Il presente è buio
I ritratti di Gabbia
Empatia e mistero

Il buio del presente - titolo scelto dall'artista bresciano Alessandro Gabbia per la nuova personale allo SpazioAref, fino al 26 novembre. - è un interrogativo sulla nostra condizione di indifferenza, sufficienza ideologica, o distanza culturale, verso il macro problema dell'immigrazione. L'artista - nel proporre dodici opere, in gran parte ritratti e dai formati molto diversi, da quelli imponenti alle miniature di minuscole misure - riversa un complesso di sguardi interrogativi sul senso e il significato di culture diverse e lontane.

OGNI OPERA richiede al fruitore di entrare in empatia percettiva con lo sguardo del personaggio ritratto, invita a scoprire il segreto e il difficile svelamento dell’Essere, unicità e bellezza assoluta, fisica e mentale. L'antica arte del ritratto, che prevede un'indagine introspettiva, trasferita in un disegno di impianto mimetico, eleva molti personaggi a nobili da celebrare, mentre altri soggetti, come vecchi canuti, fuori dal tempo, sono più volte volutamente ravvicinati, per sospenderli in un’astratta atmosfera.

Il desiderio dell’artista sembra, in prima istanza, voler comunicare con qualcuno, un ignoto con il quale gli è impedito di parlare, con sconosciute persone incontrate casualmente, o con coloro che non ri-incontrerà mai più. Ma quegli occhi, rivolti verso il mondo esteriore e quello segreto del soggetto, sono continuamente scrutati dall’artista, che ricerca nello sguardo e nel «pensiero pensato» di donne e uomini, le espressioni e le tante emozioni che hanno dato forma alle rughe del viso, depositate ora nel dipinto come tracce dell’essenza e dell'esistenza umane.

Nelle opere di Alessandro Gabbia, la volontà iperrealistica e il virtuosismo tecnico nel rappresentare il vero nel modo più realistico possibile accompagnano il fruitore in un tempo lungo dell’osservazione dell'opera, che diviene testo da ri-conoscere, universo di segni, che contengono soltanto il ricordo del ritratto. La pittura di Gabbia, però, non si limita alla denuncia sociale e impegnata, perché l'artista scruta, attraverso il ritratto, l'inconscio dei soggetti, affidandolo ad opere crude ed essenziali.

OGNI OPERA, priva di enfasi narrativa, mira a presentare pochissimi frammenti di una realtà bloccata e immobile, inducendoci a inventare l’incipit di un racconto ipotetico misterioso sull’apparenza al mondo rappresentato. L’artista alterna bellezza e riservatezza, che animano la cruda realtà, per entrare in silenziosa partecipazione alla condizione umana, che arranca nella comprensione del senso della vita. GI. GUI.

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