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22 settembre 2018

Cultura

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17.02.2018

LA MUSICA È IMMAGINE

Pubblico in delirio per Fast Animals and Slow Kids FOTO ORIELLA MINUTOLA  Oriella Minutola gioca sulle dinamica tra luci e ombra con i MinistriLa fotografa Oriella Minutola ritratta da  Filippo Abrami
Pubblico in delirio per Fast Animals and Slow Kids FOTO ORIELLA MINUTOLA Oriella Minutola gioca sulle dinamica tra luci e ombra con i MinistriLa fotografa Oriella Minutola ritratta da Filippo Abrami

Di notte vengono fuori gli animali più strani e quelli che negli ultimi dieci anni hanno vagabondato come anime erranti tra bar, club, feste, circoli e circoletti alla ricerca di un cuore selvaggio, di un drink o semplicemente di una bella canzone prima o dopo un frontale con il suo flash l’hanno fatto per forza. Lampo di luce nel buio: una fotografia come rito d’iniziazione all’edonismo underground, battesimo impuro tra chitarre sulle rotaie, ritmi sincopati e albe sfiorate con un dito (domani è un nuovo giorno). Dal 2008 a oggi, senza soluzione di continuità, Kenobi Studio - estensione professionalizzante di Oriella Minutola - ha documentato i moti carbonari di una generazione in skinny jeans attraverso i suoi riti tribali, i suoi vizi, le sue virtù e soprattutto attraverso una colonna sonora che a distanza di tempo fa un po’ nostalgico effetto Brixian Graffiti, mentre la cenere scivola giù tra bicchieri di birra mezzi vuoti e le scalette calpestate di Marydolls, Pink Holy Days, L’invasione degli Omini Verdi, Fraulein Rottenmeier, Reels of Joy, 4 Axid Butchers, Upon This Dawning: molte band oggi sono estinte o quasi ma continuano a vivere nei ricordi distillati tra pile di dischi e una serie di scatti sul limbo bianco del Kenobi, che qualche annetto fa proprio ai gruppi della golden age bresciana aveva dedicato un libro intero. PASSATO, PRESENTE e futuro tornano a galla d’un botto via post celebrativo su Facebook (allora al massimo si usava Myspace): «Per festeggiare il decimo anno di attività abbiamo deciso di raccogliere le nostre immagini preferite, catturate davanti e dietro i palchi dei migliori locali ed eventi della città, al servizio delle agenzie e i musicisti più interessanti del panorama nazionale e internazionale». Si apre un universo che suona: Jaga Jazzist, Battles, Goat, Fast Animals and Slow Kids, Ministri, Il Pan del Diavolo, John De Leo scolpiti su pellicola; IndieBox, VolumeUp, Lala, WWNBB, le collaborazioni in orbita discografica; e poi una valanga di serate dispersi fra concerti, dj set e ululati alla luna sotto al cielo di Musical Zoo Festival, Latteria Molloy, Festa della Musica, Quattro/quarti, nascosti nelle penombre di locali come Disco Volante, Vinile 45 e Lio Bar o ancora fluttuando nel tempo di festa in festa (qualcuno ricorderà il blog Party Boots), dalla genesi di Sparta nel bosco all’apoteosi revival di Forever Young 80’s e Studio Inferno 70’s disco fever. «Più che un progetto Kenobi è stata un’evoluzione naturale delle circostanze: per me la fotografia è sempre andata a braccetto con la musica fin dall’adolescenza» spiega Oriella, classe 1982, attiva con progetti paralleli di reportage industriale, still life e ricerca artistica come «Mudra She Wrote», l’anno scorso al Mo.Ca per il Brescia Photo Festival. «Dopo il diploma e qualche anno da freelance si è presentata l’occasione di aprire uno studio fotografico e l’ho colta al volo…». Detto, fatto. E per osmosi il mondo di Kenobi Studio s’è allargato anche alle produzioni video: dai reportage di backstage per Adam Carpet, Re Tarantola e Don Turbolento alle live session di Birthh, Tight Eye, Dizzyride e Giovanni Ferrario Alliance, alla regia di video per Maranuda, Danke, Superdownhome e collaborazioni con Cara e Plan de Fuga. Dieci anni col cuore in gola, che hanno tappezzato i muri e un po’ anche le vite di quelli che a Brescia non dormono mai. •

Elia Zupelli
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