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20 settembre 2018

Cultura

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10.05.2018

Mirella Bentivoglio critica del consumo in forma artistica

A un anno dalla scomparsa dell'artista Mirella Bentivoglio, protagonista della ricerca verbo-visuale della seconda metà del Novecento, la Galleria dell'Incisione propone una mostra antologica, prima in Italia, costituita da una quarantina di opere, prodotte dal 1966 al 2001. Poetessa e curatrice, pioniera dell'arte femminile e femminista, manipolatrice visiva, Mirella Bentivoglio incarna l’artista olistica: il suo operare si è basato sulla creazione di relazioni, a tutti i livelli. Come poetessa visiva, rivalutò il lato manuale delle scrivere, lavorò sulle immagini e sui testi della pubblicità e della stampa, promuovendo la coscienza critica contro lo strapotere dei mass-media, come testimonia l'opera, nonché titolo della mostra, «Il cuore della consumatrice ubbidiente», lavoro del '75, nel quale l'artista costruisce un grande cuore rosso, rovesciando doppiamente la lettera «C» della Coca Cola, ottenendo la parola «oca» e alludendo a un ulteriore significato di coca, ritornello canzonato da Vasco Rossi. Il colore rosso richiama qui sia la tinta del marchio americano, sia quello sanguigno del cuore. Nel continuo gioco sulle ambiguità semantiche, Bentivoglio, con le sue imprevedibili e paradossali associazioni, si propone di corrodere il testo scritto, di contestare la presunta esattezza delle parole della cultura e del sapere, di ottenere risultati elegantemente ironici, irriverenti e provocatori, come nell'opera «Ti amo» del '70: una grande bocca spalancata emette l'onomatopeico «Am», in mezzo a uno sfondo nero, dove campeggiano le lettere «TI» e la vocale «O». LA VOLONTÀ di rompere il pensiero dominante si intensifica nel tempo mostrando come il linguaggio sia comunque un codice prigioniero di se stesso e delle ideologie, che lo usano a loro piacimento. Per ritornare a una libertà assoluta l'artista rifonda una pratica dell'arte. Il travertino funge, così, da supporto fotografico perfetto per depositare la rugosa secchezza di fisionomie umane in dissolvenza, mentre un pezzo di marmo azzurro è trasformato in libro aperto, dove è possibile rintracciare, tra le striature del marmo, il dolce fluire orizzontale delle onde marine. Nelle distinte pagine l'artista scrive «Sparti» e «le acque», ma alla fine pone nel mezzo un uovo trasparente, una «Pietra filosofale», che secondo la tradizione esoterica è in grado di compenetrare maschile e femminile, materia e logos, natura e spirito. Mirella Bentivoglio: «Il cuore della consumatrice ubbidiente»; Galleria dell'Incisione, via Bezzecca 4; fino al 24 maggio.

GI. GUI.
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