Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
21 settembre 2018

Cultura

Chiudi

24.02.2018

Nadia Galbiati: città neorazionaliste e contemporanee

Per Nadia Galbiati, scultrice e incisore, il luogo del vivere è uno spazio mentale e fisico delle strutture architettoniche e della materia che lo costituisce. In questa nuova esposizione «Luoghi», alla Galleria E3 Arte Contemporanea, in via Trieste 30, che inaugura alle ore 18, la sua analisi spaziale è, in primo luogo, immersione nel Neorazionalismo architettonico, che cerca nella neutralità - ma anche nella forza persuasiva di forme essenziali e minimaliste, forti e già storicizzate, immerse in un contesto dilaniato da presenze contrastanti - un significato, che la città contemporanea ha in parte smarrito. QUESTA ATTRAZIONE dell'artista verso il razionalismo architettonico, percepito come pura veste formale, pur nella sua evidente concretezza, Nadia Galbiati la identifica tuttavia come strumento della comunicazione metropolitana, come un’immagine da trasfigurare attraverso la realizzazione di corpi scultorei e installazioni. Mentre l'architettura appare oggi l'unica forma d'arte che deve fare i conti con il tempo e la persistenza che la limita, Galbiati, invece, la rappresenta come costruzione costantemente in bilico tra precarietà e durata, tra durevolezza e mutabilità, tra materiale e immateriale, perché l'architettura è in costante relazione con lo spazio, l'ambiente e la sua luce atmosferica. È così che l'artista assembla e appende al soffitto della galleria strutture metalliche a parallelepipedo, composte da lastre in ferro nero e bianco acidato a morsura, sulle quali ha tracciato segni e strutture architettoniche. La struttura si eleva nello spazio nella sua geometrica essenzialità e articola il suo linguaggio plastico in relazione all'asettico luogo espositivo, divenendo grandioso blocco scultoreo romboidale, un simbolo del culto tecnologico, che caratterizza la metropoli moderna. Nella loro apparente leggerezza, le lastre in ferro testimoniano la lievità del disegno, mentre l'intera impalcatura scultorea smaterializza l'impianto architettonico, esprimendone insieme una configurazione planimetrica e ambientale di trasparenze e volumi allusi. Le lamiere metalliche, in cui sono stati rielaborati a morsura i frammenti architettonici, si specchiano e si dilatano fino a convertire il tutto in luogo ipotetico dal rigore concettuale, dove si articolano strutture e volumi, rilievi angolari, fughe prospettiche e relazioni specchianti, che demoliscono e amplificano l'ambivalenza strutturale di pieni e di vuoti. •

Giampietro Guiotto
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok